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Giudici : Giuliano AMATO, Silvana SCIARRA, Daria de PRETIS, Nicol\u0026#242; ZANON, Franco MODUGNO, Giulio PROSPERETTI, Giovanni AMOROSO, Francesco VIGAN\u0026#210;, Luca ANTONINI, Stefano PETITTI, Angelo BUSCEMA, Emanuela NAVARRETTA, Maria Rosaria SAN GIORGIO,\u003c/P\u003e","membri_tc":"","inizio_testo":"\u003cP class\u003d\"IA1\"\u003eha pronunciato la seguente\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IA2\"\u003eSENTENZA\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003enei giudizi di legittimit\u0026#224; costituzionale dell\u0026#8217;art. 79, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, recante \u0026#171;Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia (Testo A)\u0026#187;, promossi dal Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte, sezione prima, con due ordinanze del 14 giugno 2020, iscritte, rispettivamente, ai numeri 142 e 143 del registro ordinanze 2020 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 42, prima serie speciale, dell\u0026#8217;anno 2020.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eVisti gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eudita nella camera di consiglio del 9 giugno 2021 la Giudice relatrice Emanuela Navarretta;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003edeliberato nella camera di consiglio del 10 giugno 2021.\r\n\u003c/P\u003e","inizio_testo_tc":"","fatto_testo":"\u003cP class\u003d\"FR\"\u003eRitenuto in fatto\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003e1.\u0026#8211; Con due ordinanze del 14 giugno 2020, identiche nella motivazione ed iscritte, rispettivamente, ai numeri 142 e 143 reg. ord. del 2020, il Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte, sezione prima, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 24, 113 e 117, primo comma, della Costituzione \u0026#8211; quest\u0026#8217;ultimo in relazione sia all\u0026#8217;art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell\u0026#8217;Unione europea (CDFUE), proclamata a Nizza il 7 dicembre 2000 e adattata a Strasburgo il 12 dicembre 2007, sia all\u0026#8217;art. 3, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, concernente \u0026#171;Disposizioni legislative in materia di documentazione amministrativa (Testo A)\u0026#187; \u0026#8211; questioni di legittimit\u0026#224; costituzionale dell\u0026#8217;art. 79, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, recante \u0026#171;Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia (Testo A)\u0026#187;, nella parte in cui non prevede che, nei casi di impossibile produzione dell\u0026#8217;attestazione consolare, i cittadini di Stati non aderenti all\u0026#8217;Unione europea possano produrre \u0026#171;forme sostitutive di certificazione, in analogia agli istituti previsti dall\u0026#8217;ordinamento nazionale\u0026#187;, qualora dimostrino \u0026#171;di aver compiuto tutto quanto esigibile secondo l\u0026#8217;ordinaria diligenza per ottenere la prevista attestazione consolare\u0026#187;.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003e2.\u0026#8211; In punto di fatto, il giudice rimettente riferisce di doversi pronunciare, in entrambi i giudizi a quibus, sulla richiesta di ammissione al patrocinio a spese dello Stato di due cittadini indiani, G. S. e B. S.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003eNelle due ordinanze, il TAR Piemonte espone che le istanze di ammissione a tale beneficio erano state avanzate dinanzi alla Commissione competente e che, a seguito della richiesta di integrazione documentale ai sensi della norma censurata, i due ricorrenti avevano prodotto nei rispettivi giudizi: copie del messaggio di posta elettronica certificata e della lettera raccomandata, inviati all\u0026#8217;Ambasciata e al Consolato indiano in Italia, con i quali avevano richiesto l\u0026#8217;attestazione della veridicit\u0026#224; di quanto dichiarato in ordine ai redditi prodotti all\u0026#8217;estero; nonch\u0026#233; una autodichiarazione, con la quale ciascuno affermava di non disporre di tali redditi e dava atto di non aver avuto riscontro da parte dell\u0026#8217;autorit\u0026#224; consolare.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003eIn ambedue i provvedimenti introduttivi del giudizio di legittimit\u0026#224; costituzionale, il Collegio rimettente riferisce che il giudice delegato per i rispettivi procedimenti, visto il verbale della Commissione per l\u0026#8217;ammissione al patrocinio a spese dello Stato, rigettava le istanze, dal momento che i ricorrenti non avevano prodotto la certificazione dell\u0026#8217;autorit\u0026#224; consolare competente che, ai sensi dell\u0026#8217;art. 79, comma 2, t.u. spese di giustizia, avrebbe dovuto attestare la veridicit\u0026#224; di quanto indicato relativamente ai redditi prodotti all\u0026#8217;estero.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003eIl rimettente, infine, riferisce che i ricorrenti avevano proposto reclamo per la revoca del decreto di esclusione dal patrocinio a spese dello Stato.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003e3.\u0026#8211; In punto di rilevanza, il rimettente espone che \u0026#171;una pedissequa applicazione della littera legis comporterebbe la reiezione del reclamo con conferma della mancata ammissione al patrocinio a spese dello Stato\u0026#187;, sicch\u0026#233; la norma censurata condizionerebbe la decisione sul ricorso presentato dagli istanti.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003e3.1.\u0026#8211; Il giudice a quibus non ritiene, d\u0026#8217;altro canto, possibile un\u0026#8217;interpretazione della disposizione costituzionalmente orientata, in quanto non reputa praticabile l\u0026#8217;estensione analogica dell\u0026#8217;art. 94, comma 2, t.u. spese di giustizia, difettando sia la lacuna normativa sia l\u0026#8217;eadem ratio fra le due norme. In particolare, questa Corte, con la sentenza n. 237 del 2015, avrebbe rimarcato l\u0026#8217;intenzione del legislatore di differenziare i regimi di accesso al patrocinio a spese dello Stato, in ragione della diversit\u0026#224; di interessi coinvolti nel processo penale rispetto agli altri giudizi.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003e4.\u0026#8211; Tanto premesso, e passando ad argomentare sulla non manifesta infondatezza, il Collegio rimettente sostiene che la norma censurata comporterebbe un irragionevole vulnus al principio di eguaglianza nell\u0026#8217;accesso alla tutela giurisdizionale, in quanto condizionerebbe il beneficio del patrocinio a spese dello Stato, per i cittadini di Paesi non aderenti all\u0026#8217;Unione europea, al rispetto di incombenze documentali, non sostituibili, neanche in caso di \u0026#171;inerzia di un soggetto pubblico terzo\u0026#187;, \u0026#171;con gli istituti di semplificazione amministrativa e decertificazione documentale, previsti, invece, per i cittadini italiani e dell\u0026#8217;Unione europea\u0026#187;.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003e4.1.\u0026#8211; In particolare, il giudice a quibus ritiene che l\u0026#8217;art. 79, comma 2, t.u. spese di giustizia priverebbe di effettivit\u0026#224; l\u0026#8217;art. 24 Cost., che, al terzo comma, richiede, viceversa, di assicurare ai non abbienti, con appostiti istituti, i mezzi per agire e difendersi, onde salvaguardare la pienezza del diritto alla tutela giurisdizionale consacrato nel suo primo comma.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003e4.2.\u0026#8211; L\u0026#8217;\u0026#171;effettivit\u0026#224; dell\u0026#8217;accesso alla tutela giurisdizionale\u0026#187; \u0026#8211; secondo il rimettente \u0026#8211; \u0026#171;sarebbe [in particolare] svuotata della propria portata sostanziale [in quanto si farebbe gravare il rischio] dell\u0026#8217;inerzia degli apparati amministrativi degli uffici consolari dei Paesi non appartenenti all\u0026#8217;Unione europea [su] stranieri non abbienti\u0026#187;. La disposizione violerebbe, dunque, l\u0026#8217;art. 3 Cost. sotto il profilo della ragionevolezza, in quanto, in contrasto \u0026#171;con un naturale e immanente principio di auto-responsabilit\u0026#224;\u0026#187;, non prevede \u0026#171;un meccanismo alternativo che consenta al richiedente di prescindere dalla mancata collaborazione delle proprie Autorit\u0026#224; consolari\u0026#187;. Tale rilievo \u0026#232; aggravato, secondo il giudice a quibus, dalla considerazione che alcuni ordinamenti potrebbero finanche \u0026#171;disconoscere un obbligo di conclusione del procedimento a istanza di parte\u0026#187;.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003e4.3.\u0026#8211; Il vulnus risulterebbe, inoltre, confermato dal riferimento all\u0026#8217;art. 113 Cost., secondo cui \u0026#171;\u0026#232; sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi contro gli atti della pubblica amministrazione\u0026#187;. \u0026#171;L\u0026#8217;effettivit\u0026#224; di questa tutela\u0026#187; \u0026#8211; rileva il giudice a quibus in riferimento al citato parametro costituzionale \u0026#8211; \u0026#171;corre sul filo della concreta accessibilit\u0026#224; su un [piano] di eguaglianza sostanziale per tutti [\u0026#8230;] non tollerando discriminazioni \u0026#8211; dirette o indirette, de iure o de facto \u0026#8211; fondate sullo status civitatis\u0026#187;.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003e4.4.\u0026#8211; Parimenti, il diritto a un accesso effettivo alla giustizia per coloro che non dispongano di sufficienti risorse troverebbe ulteriore protezione nell\u0026#8217;art. 117, primo comma, Cost., relativamente all\u0026#8217;art. 47 CDFUE, secondo cui \u0026#171;[o]gni persona i cui diritti e le cui libert\u0026#224; garantiti dal diritto dell\u0026#8217;Unione siano stati violati ha diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice, nel rispetto delle condizioni previste nel presente articolo\u0026#187; (paragrafo 1); \u0026#171;[a] coloro che non dispongono di mezzi sufficienti \u0026#232; concesso il patrocinio a spese dello Stato, qualora ci\u0026#242; sia necessario per assicurare un accesso effettivo alla giustizia\u0026#187; (paragrafo 3).\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003e4.5.\u0026#8211; Giunto alla conclusione che la norma censurata si ponga in contrasto con i citati parametri costituzionali, il rimettente ritiene che, onde recuperare \u0026#171;[l]a tenuta costituzionale\u0026#187; della disposizione, basterebbe che essa \u0026#171;prevedesse, in via additiva, il soddisfacimento dell\u0026#8217;onere documentale\u0026#187;, \u0026#171;tramite forme sostitutive di certificazione, in analogia agli istituti previsti dall\u0026#8217;ordinamento nazionale\u0026#187;, \u0026#171;nei casi di impossibilit\u0026#224;, comprovando di aver compiuto tutto quanto esigibile secondo l\u0026#8217;ordinaria diligenza per ottenere la prevista attestazione consolare, valutazione quest\u0026#8217;ultima da rimettersi al prudente apprezzamento del giudicante\u0026#187;.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003e4.6.\u0026#8211; Alla denuncia della violazione dell\u0026#8217;art. 3 Cost. sotto il profilo della ragionevolezza, che sfocia nella citata richiesta di pronuncia additiva, si aggiunge, ancora, la censura, sempre rispetto al medesimo parametro costituzionale, di una irragionevole disparit\u0026#224; di trattamento fra stranieri di diverse nazionalit\u0026#224;, a seconda della reattivit\u0026#224; e dell\u0026#8217;efficienza dei rispettivi apparati burocratici.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003e4.7.\u0026#8211; Infine, il giudice a quibus rileva un \u0026#171;profilo di tensione\u0026#187; della norma censurata in riferimento all\u0026#8217;art. 117, primo comma, Cost., relativamente a \u0026#171;tutte le convenzioni internazionali, stipulate e stipulande dallo Stato [i]taliano, che prevedano bilateralmente e multilateralmente l\u0026#8217;estensione degli istituti della decertificazione amministrativa\u0026#187;. L\u0026#8217;art. 3, comma 3, del d.P.R. n. 445 del 2000, prevede, infatti, che i cittadini di Stati non appartenenti all\u0026#8217;Unione europea autorizzati a soggiornare nel territorio dello Stato \u0026#171;possono utilizzare le dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47\u0026#187; dello stesso d.P.R., nei casi in cui la produzione delle stesse avvenga in applicazione di convenzioni internazionali fra l\u0026#8217;Italia ed il Paese di provenienza del dichiarante\u0026#187;.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003e5.\u0026#8211; \u0026#200; intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall\u0026#8217;Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che le questioni vengano dichiarate inammissibili o, comunque, infondate.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003e5.1.\u0026#8211; Secondo la difesa erariale, le questioni sarebbero inammissibili, innanzitutto, per difetto di rilevanza, dal momento che il ricorso avverso il decreto prefettizio, che aveva negato la conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale, \u0026#232; stato accolto con le sentenze n. 253 e n. 254 del 2020 dall\u0026#8217;autorit\u0026#224; giurisdizionale rimettente. Di conseguenza, la rilevanza non sussisterebbe per un duplice motivo: da un lato, se il ricorrente ha ottenuto il bene della vita a cui aspirava, ci\u0026#242; significa \u0026#8211; a parere dell\u0026#8217;Avvocatura generale \u0026#8211; che l\u0026#8217;accesso alla tutela \u0026#232; stato pieno ed effettivo; dall\u0026#8217;altro lato, \u0026#171;se il giudice amministrativo ha deciso il ricorso in relazione al quale era stato chiesto il gratuito patrocinio, non pu\u0026#242;, poi, con successiva ordinanza [\u0026#8230;] sollevare questione di legittimit\u0026#224; costituzionale\u0026#187;.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003e5.2.\u0026#8211; Una seconda eccezione di inammissibilit\u0026#224; riguarda il carattere manipolativo della sentenza invocata dal rimettente, che non sarebbe praticabile nel contesto normativo di riferimento.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003eL\u0026#8217;istituto del patrocinio a spese dello Stato rientra nella disciplina processuale, per la quale il legislatore gode di ampia discrezionalit\u0026#224;, con il solo limite della manifesta irragionevolezza o arbitrariet\u0026#224; delle scelte. Nell\u0026#8217;esercizio di tale discrezionalit\u0026#224;, il legislatore avrebbe individuato alcune regole valide per il solo processo penale, tra cui quella che ammette l\u0026#8217;autodichiarazione, qualora sia impossibile ottenere la certificazione da parte dell\u0026#8217;autorit\u0026#224; consolare. Nell\u0026#8217;ottica, dunque, della differenziazione tra distinti giudizi, tale norma, a parere dell\u0026#8217;Avvocatura generale, sarebbe espressione della volont\u0026#224; di escludere la possibilit\u0026#224; di autodichiarazione nei giudizi diversi da quello penale.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003eDi conseguenza, nel descritto quadro normativo, risulterebbe inammissibile una pronuncia, come quella proposta dal Collegio rimettente, connotata da un elevato tasso di manipolativit\u0026#224;.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003e6.\u0026#8211; In ogni caso, le questioni di legittimit\u0026#224; costituzionale risulterebbero, a parere dell\u0026#8217;Avvocatura, non fondate.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003eIn relazione ai primi due parametri evocati \u0026#8211; gli artt. 24 e 113 Cost. \u0026#8211; la difesa erariale afferma che la diversa disciplina prevista dal legislatore per alcune fattispecie, quali il processo penale (art. 94 t.u. spese di giustizia) o quello avverso il provvedimento di espulsione (art. 142 t.u. spese di giustizia), troverebbe giustificazione nella loro peculiarit\u0026#224;, mentre la norma censurata non priverebbe di effettivit\u0026#224; l\u0026#8217;accesso alla tutela giurisdizionale, ma realizzerebbe un indispensabile contemperamento fra contrapposti interessi, in un sistema a risorse economiche limitate.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003eIn riferimento all\u0026#8217;art. 3 Cost., l\u0026#8217;Avvocatura generale considera che l\u0026#8217;autocertificazione rinviene il proprio fondamento nella disciplina di cui al d.P.R. n. 445 del 2000, ovvero nella verificabilit\u0026#224; d\u0026#8217;ufficio delle dichiarazioni sostitutive di certificazione. Per il cittadino di uno Stato che non possa invocare neppure una convenzione bilaterale con l\u0026#8217;Italia non sarebbe possibile un controllo di questo tipo; di conseguenza, non sarebbe consentito autocertificare il possesso dei requisiti per l\u0026#8217;accesso al beneficio.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"FT\"\u003eA parere dell\u0026#8217;Avvocatura generale, infine, non risulterebbe sviluppato adeguatamente il richiamo al parametro di cui all\u0026#8217;art. 117, primo comma, Cost., in relazione all\u0026#8217;art. 47 CDFUE, che trova applicazione nei soli settori ascrivibili alla competenza del diritto dell\u0026#8217;Unione europea. Il giudice rimettente non avrebbe, in particolare, motivato perch\u0026#233; il diritto che il ricorrente intendeva tutelare in sede giudiziale ricadrebbe nel raggio di applicazione del parametro interposto, tanto pi\u0026#249; che la fattispecie \u0026#8211; la conversione di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro \u0026#8211; non sembrerebbe rientrare n\u0026#233; nell\u0026#8217;ambito riconducibile all\u0026#8217;art. 15 CDFUE (Libert\u0026#224; professionale e diritto di lavorare), n\u0026#233; in quello riferibile all\u0026#8217;art. 19 CDFUE (Protezione in caso di allontanamento, di espulsione e di estradizione).\r\n\u003c/P\u003e","fatto_testo_tc":"","diritto_testo":"\u003cP class\u003d\"DD\"\u003eConsiderato in diritto\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e1.\u0026#8211; Con due ordinanze del 14 giugno 2020, identiche nella motivazione ed iscritte, rispettivamente, ai numeri 142 e 143 reg. ord. del 2020, il Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte, sezione prima, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 24, 113 e 117, primo comma, della Costituzione \u0026#8211; quest\u0026#8217;ultimo in relazione sia all\u0026#8217;art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell\u0026#8217;Unione europea (CDFUE), proclamata a Nizza il 7 dicembre 2000 e adattata a Strasburgo il 12 dicembre 2007, sia all\u0026#8217;art. 3, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, concernente \u0026#171;Disposizioni legislative in materia di documentazione amministrativa (Testo A)\u0026#187; \u0026#8211; questioni di legittimit\u0026#224; costituzionale dell\u0026#8217;art. 79, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, recante \u0026#171;Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia (Testo A)\u0026#187;, nella parte in cui non prevede che, nei casi di impossibile produzione dell\u0026#8217;attestazione consolare, i cittadini di Stati non appartenenti all\u0026#8217;Unione europea possano produrre \u0026#171;forme sostitutive di certificazione, in analogia agli istituti previsti dall\u0026#8217;ordinamento nazionale\u0026#187;, qualora dimostrino \u0026#171;di aver compiuto tutto quanto esigibile secondo l\u0026#8217;ordinaria diligenza per ottenere la prevista attestazione consolare\u0026#187;.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e1.1.\u0026#8211; L\u0026#8217;art. 79, comma 2, t.u. spese di giustizia stabilisce, infatti, che \u0026#171;[p]er i redditi prodotti all\u0026#8217;estero, il cittadino di Stati non appartenenti all\u0026#8217;Unione europea correda l\u0026#8217;istanza con una certificazione dell\u0026#8217;autorit\u0026#224; consolare competente, che attesta la veridicit\u0026#224; di quanto in essa indicato\u0026#187;.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e2.\u0026#8211; Il giudice rimettente riferisce di doversi pronunciare, in entrambi i giudizi a quibus, sul rigetto della richiesta di ammissione al patrocinio a spese dello Stato di due cittadini indiani, la cui istanza era stata respinta dal giudice delegato, visto il verbale della commissione competente, proprio in ragione della mancata presentazione della certificazione dell\u0026#8217;autorit\u0026#224; consolare, richiesta dalla norma censurata.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eIn punto di rilevanza, il TAR Piemonte evidenzia, pertanto, che l\u0026#8217;applicazione di tale disposizione condiziona l\u0026#8217;esito dei giudizi a quibus.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e3.\u0026#8211; Secondo il Collegio, se l\u0026#8217;esclusione dal patrocinio a spese dello Stato di uno straniero non abbiente, cittadino di un Paese non appartenente all\u0026#8217;Unione europea, \u0026#171;viene a dipendere dall\u0026#8217;inerzia di un soggetto pubblico terzo, non sopperibile [...] con gli istituti di semplificazione amministrativa e decertificazione documentale previsti, invece, per i cittadini italiani e dell\u0026#8217;Unione europea\u0026#187;, si verrebbe a creare un irragionevole vulnus al principio di eguaglianza nell\u0026#8217;accesso alla tutela giurisdizionale.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eIn particolare, la norma censurata si porrebbe irragionevolmente in contrasto con l\u0026#8217;effettivit\u0026#224; del diritto alla tutela giurisdizionale, violando gli artt. 3, 24, 113 e 117, primo comma, Cost., quest\u0026#8217;ultimo in relazione all\u0026#8217;art. 47 CDFUE, poich\u0026#233; \u0026#171;svuoterebbe tale diritto] della [sua] portata sostanziale in conseguenza dell\u0026#8217;inerzia degli apparati amministrativi degli uffici consolari dei Paesi non appartenenti all\u0026#8217;Unione europea\u0026#187;. La disposizione, pertanto, contrasterebbe con il principio di autoresponsabilit\u0026#224;, riconducibile alla ragionevolezza, di cui al citato art. 3 Cost., l\u0026#224; dove addosserebbe al richiedente le conseguenze sfavorevoli di un comportamento a lui non riferibile.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eInfine, il rimettente denuncia una irragionevole disparit\u0026#224; di trattamento fra cittadini di differenti Paesi non aderenti all\u0026#8217;Unione europea, in ragione della possibile diversa efficienza dei rispettivi apparati burocratici, nonch\u0026#233; \u0026#8211; in relazione all\u0026#8217;art. 3, comma 3, del d.P.R. n. 445 del 2000 \u0026#8211; una violazione dell\u0026#8217;art. 117, primo comma, Cost., relativamente a \u0026#171;tutte le convenzioni internazionali, stipulate e stipulande dallo Stato Italiano, che prevedano bilateralmente e multilateralmente l\u0026#8217;estensione degli istituti della decertificazione amministrativa\u0026#187;.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e4.\u0026#8211; Secondo il rimettente per recuperare \u0026#171;[la] tenuta costituzionale\u0026#187; della disposizione sarebbe necessario che essa \u0026#171;prevedesse, in via additiva, il soddisfacimento dell\u0026#8217;onere documentale\u0026#187;, tramite \u0026#171;forme sostitutive di certificazione, in analogia agli istituti previsti dall\u0026#8217;ordinamento nazionale\u0026#187;, \u0026#171;nei casi di impossibilit\u0026#224; [ad ottenere la prevista attestazione consolare], comprovando di aver compiuto tutto quanto esigibile secondo l\u0026#8217;ordinaria diligenza [\u0026#8230;], valutazione quest\u0026#8217;ultima da rimettersi al prudente apprezzamento del giudicante\u0026#187;.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e5.\u0026#8211; Le due ordinanze di rimessione pongono questioni sostanzialmente identiche in relazione alle disposizioni censurate e ai parametri evocati: pertanto, i giudizi vanno riuniti per essere congiuntamente esaminati e decisi con un\u0026#8217;unica sentenza.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e6.\u0026#8211; \u0026#200; intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall\u0026#8217;Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che le questioni vengano dichiarate inammissibili o, comunque, infondate.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e6.1.\u0026#8211; Con una prima eccezione, l\u0026#8217;Avvocatura generale fa presente che i giudizi principali, per i quali gli istanti avevano richiesto l\u0026#8217;accesso al patrocinio a spese dello Stato, sono stati decisi con le sentenze n. 253 e n. 254 del 2020, dalla stessa autorit\u0026#224; giurisdizionale rimettente. Di conseguenza, secondo la difesa erariale, la rilevanza non sussisterebbe, avendo i ricorrenti ottenuto il bene della vita a cui aspiravano, il che dimostrerebbe un accesso pieno ed effettivo alla tutela giurisdizionale. Inoltre, \u0026#171;se il giudice amministrativo ha deciso il ricorso in relazione al quale era stato chiesto il gratuito patrocinio, non pu\u0026#242; poi, con successiva ordinanza [\u0026#8230;] sollevare questione di legittimit\u0026#224; costituzionale\u0026#187;, in quanto si sarebbe \u0026#171;spogliato del processo\u0026#187;.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eL\u0026#8217;eccezione non \u0026#232; fondata.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eLa decisione sul patrocinio a spese dello Stato \u0026#232; diversa e indipendente rispetto a quella relativa al merito della controversia, il che rende possibile una sua adozione \u0026#171;in ogni tempo [\u0026#8230;] e, dunque, sia prima che la causa pervenga alla sentenza sia dopo la pronuncia definitiva\u0026#187; (Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 20 febbraio 2020, n. 4315, nello stesso senso anche Corte di cassazione, sezione prima civile, ordinanza 15 novembre 2018, n. 29462).\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eD\u0026#8217;altro canto, i giudizi sull\u0026#8217;ammissione al patrocinio a spese dello Stato incidono sull\u0026#8217;imputazione dei costi relativi al compenso dovuto al difensore per l\u0026#8217;opera prestata nell\u0026#8217;ambito del processo. Il TAR Piemonte, con le sentenze n. 253 e n. 254 del 2020, con le quali ha deciso le questioni relative all\u0026#8217;annullamento del decreto prefettizio di rigetto della domanda di conversione del permesso di soggiorno, si \u0026#232; riservato, non a caso, di pronunciarsi sia sull\u0026#8217;ammissione al patrocinio a spese dello Stato sia sulle spese di giudizio. Non pu\u0026#242;, pertanto, ritenersi che si sia \u0026#171;spogliato del processo\u0026#187;.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003ePer le ragioni esposte cade il dubbio sulla rilevanza delle questioni di legittimit\u0026#224; costituzionale relative all\u0026#8217;art. 79, comma 2, t.u. spese di giustizia, norma che trova sicura applicazione nei giudizi a quibus, dal momento che i soggetti istanti sono cittadini di uno Stato non appartenente all\u0026#8217;Unione europea. Secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, ai fini dell\u0026#8217;ammissibilit\u0026#224; delle questioni, \u0026#232; sufficiente che la norma impugnata sia applicabile nel giudizio a quo (sentenze n. 253 del 2019, n. 46 e n. 5 del 2014 e n. 294 del 2011) e che la pronuncia di accoglimento possa influire \u0026#171;sull\u0026#8217;esercizio della funzione giurisdizionale, quantomeno sotto il profilo del percorso argomentativo che sostiene la decisione del processo principale (tra le molte, sentenza n. 28 del 2010)\u0026#187; (sentenza n. 20 del 2016; in senso conforme sentenza n. 84 del 2021).\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e6.2.\u0026#8211; L\u0026#8217;Avvocatura generale ha sollevato, poi, una seconda eccezione di inammissibilit\u0026#224;, adducendo che il rimettente avrebbe invocato una sentenza manipolativa non costituzionalmente obbligata in una materia riservata alle scelte discrezionali del legislatore.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eAnche questa eccezione non \u0026#232; fondata.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eVero \u0026#232; che questa Corte ha pi\u0026#249; volte ribadito che le scelte adottate dal legislatore nel regolare l\u0026#8217;istituto del patrocinio a spese dello Stato sono connotate da una rilevante discrezionalit\u0026#224;, che \u0026#232; doveroso preservare (sentenza n. 47 del 2020; ordinanze n. 3 del 2020 e n. 122 del 2016).\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eTuttavia, questo non sottrae tale normazione al giudizio sulla legittimit\u0026#224; costituzionale, in presenza di una \u0026#171;manifesta irragionevolezza o arbitrariet\u0026#224; delle scelte adottate (da ultimo, sentenze n. 97 del 2019 e n. 81 del 2017; ordinanza n. 3 del 2020)\u0026#187; (sentenza n. 47 del 2020), in quanto \u0026#232; necessario \u0026#171;evitare zone franche immuni dal sindacato di legittimit\u0026#224; costituzionale, tanto pi\u0026#249; ove siano coinvolti i diritti fondamentali e il principio di eguaglianza, che incarna il modo di essere di tali diritti\u0026#187; (sentenza n. 63 del 2021).\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eDeve poi aggiungersi che la \u0026#171;ammissibilit\u0026#224; delle questioni di legittimit\u0026#224; costituzionale risulta [\u0026#8230;] condizionata non tanto dall\u0026#8217;esistenza di un\u0026#8217;unica soluzione costituzionalmente obbligata, quanto dalla presenza nell\u0026#8217;ordinamento di una o pi\u0026#249; soluzioni costituzionalmente adeguate, che si inseriscano nel tessuto normativo coerentemente con la logica perseguita dal legislatore (si veda, da ultimo, la sentenza n. 252 del 2020 e in senso conforme le sentenze n. 224 del 2020; n. 99 del 2019; n. 233, n. 222 e n. 41 del 2018; n. 236 del 2016)\u0026#187; (sentenza n. 63 del 2021). In tale prospettiva, onde non sovrapporre la propria discrezionalit\u0026#224; a quella del Parlamento, la valutazione della Corte deve essere condotta attraverso \u0026#171;\u0026#8220;precisi punti di riferimento e soluzioni gi\u0026#224; esistenti\u0026#8221; (ex multis, sentenze n. 224 del 2020 e n. 233 e n. 222 del 2018; n. 236 del 2016)\u0026#187;. (sentenza n. 63 del 2021).\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eNello specifico contesto, il giudice rimettente sollecita un intervento additivo di questa Corte, che in effetti rinviene nell\u0026#8217;ordinamento \u0026#171;precisi punti di riferimento\u0026#187; sia nell\u0026#8217;art. 94, comma 2, t.u. spese di giustizia sia nell\u0026#8217;art. 16 del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25 (Attuazione della direttiva 2005/85/CE recante norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato), che richiama espressamente il citato art. 94. \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e7.\u0026#8211; Nel merito, occorre, innanzitutto, verificare se l\u0026#8217;art. 79, comma 2, t.u. spese di giustizia contrasti con l\u0026#8217;art. 3 Cost., in coordinamento con gli artt. 24 e 113 Cost., nella parte in cui non prevede che i cittadini di Stati non aderenti all\u0026#8217;Unione europea possano presentare \u0026#171;forme sostitutive di certificazione\u0026#187;, \u0026#171;comprovando di aver compiuto tutto quanto esigibile secondo l\u0026#8217;ordinaria diligenza per ottenere la prevista attestazione consolare\u0026#187;, la cui allegazione risulta, pertanto, impossibile.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e8.\u0026#8211; Le questioni sono fondate.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e8.1.\u0026#8211; La norma censurata si inquadra nell\u0026#8217;ambito della disciplina sul patrocinio a spese dello Stato, v\u0026#242;lto a dare attuazione alla previsione costituzionale, secondo cui devono essere assicurati \u0026#171;ai non abbienti [\u0026#8230;] i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione\u0026#187; (art. 24, terzo comma, Cost.).\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eL\u0026#8217;istituto serve, dunque, a rimuovere, in armonia con l\u0026#8217;art. 3, secondo comma, Cost. (sentenza n. 80 del 2020), \u0026#171;le difficolt\u0026#224; di ordine economico che possono opporsi al concreto esercizio del diritto di difesa\u0026#187; (sentenza n. 46 del 1957, di seguito citata dalla sentenza n. 149 del 1983; in senso analogo, le sentenze n. 35 del 2019, n. 175 del 1996 e n. 127 del 1979), assicurando l\u0026#8217;effettivit\u0026#224; del diritto ad agire e a difendersi in giudizio, che il secondo comma del medesimo art. 24 Cost. espressamente qualifica come diritto inviolabile (sentenze n. 80 del 2020, n. 178 del 2017, n. 101 del 2012 e n. 139 del 2010; ordinanza n. 458 del 2002).\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e\u0026#171;L\u0026#8217;azione in giudizio per la difesa dei propri diritti\u0026#187;, ha osservato questa Corte, \u0026#171;\u0026#232; essa stessa il contenuto di un diritto, protetto dagli articoli 24 e 113 della Costituzione e da annoverarsi tra quelli inviolabili, riconducibili all\u0026#8217;art. 2 della Costituzione [\u0026#8230;] e caratterizzanti lo stato democratico di diritto\u0026#187; (sentenza n. 26 del 1999; in senso conforme sentenze n. 238 del 2014, n. 120 del 2014 e ordinanza n. 386 del 2004). Esso \u0026#232; riconosciuto a tutti, dal primo comma dell\u0026#8217;art. 24 Cost., e a tutti spetta, com\u0026#8217;\u0026#232; proprio dei diritti ascrivibili all\u0026#8217;alveo dell\u0026#8217;art. 2 Cost., riferito in maniera cristallina all\u0026#8217;uomo.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e8.2.\u0026#8211; D\u0026#8217;altro canto, la natura inviolabile del diritto ad accedere ad una tutela effettiva, ai sensi dell\u0026#8217;art. 24, terzo comma, Cost., non lo sottrae al bilanciamento di interessi che, per effetto della scarsit\u0026#224; delle risorse, si rende necessario rispetto alla molteplicit\u0026#224; dei diritti che ambiscono alla medesima tutela.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eQuesta Corte \u0026#171;ha sottolineato che, in tema di patrocinio a spese dello Stato, \u0026#232; cruciale l\u0026#8217;individuazione di un punto di equilibrio tra garanzia del diritto di difesa per i non abbienti e necessit\u0026#224; di contenimento della spesa pubblica in materia di giustizia (sentenza n. 16 del 2018)\u0026#187; (sentenza n. 47 del 2020).\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eIn tale \u0026#171;prospettiva si spiega\u0026#187;, prosegue la sentenza n. 47 del 2020, \u0026#171;che per tutti i processi diversi da quello penale (civile, amministrativo, contabile, tributario e di volontaria giurisdizione) per il riconoscimento del beneficio \u0026#232; richiesto [\u0026#8230;] che le ragioni di chi agisce o resiste \u0026#8220;risultino non manifestamente infondate\u0026#8221;\u0026#187;, onde evitare che i non abbienti siano indotti \u0026#171;a intentare cause palesemente infondate senza dover tener conto del loro peso economico\u0026#187;. Diversamente, \u0026#171;[a]ppare giustificato [che, nel caso del processo penale, in cui l\u0026#8217;azione viene subita da chi aspira al patrocinio a spese dello Stato], venga assicurata [\u0026#8230;] una pi\u0026#249; intensa protezione, sganciando l\u0026#8217;ammissione al beneficio de quo da qualsiasi filtro di non manifesta infondatezza delle ragioni del soggetto interessato\u0026#187; (ancora sentenza n. 47 del 2020).\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eAppare allora evidente la motivazione che pu\u0026#242; rendere non irragionevole il variare di talune regole in funzione dei processi interessati dalla richiesta di accesso al patrocinio a spese dello Stato (si vedano, in senso analogo, anche le ordinanze n. 270 del 2012, n. 201 del 2006 e 350 del 2005, con riferimento alla liquidazione degli onorari e dei compensi ai difensori, di cui all\u0026#8217;art. 130, t.u. spese di giustizia, e la sentenza n. 237 del 2015, relativa alla quantificazione dei limiti di reddito, di cui all\u0026#8217;art. 92, t.u. spese di giustizia). Non viene in considerazione un presunto diverso rango assiologico del diritto alla tutela giurisdizionale, associato ai differenti processi, quanto piuttosto sono le caratteristiche di questi ultimi a poter condizionare il bilanciamento di interessi rispetto a specifiche disposizioni.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e\u0026#171;Va da s\u0026#233;\u0026#187;, ha rilevato sempre questa Corte, \u0026#171;che [la] diversit\u0026#224; fra \u0026#8220;gli interessi civili\u0026#8221; e le \u0026#8220;situazioni tutelate che sorgono per effetto dell\u0026#8217;esercizio della azione penale\u0026#8221; implica non gi\u0026#224; la determinazione di una improbabile gerarchia di valori fra gli uni e le altre, ma soltanto l\u0026#8217;affermazione dell\u0026#8217;indubbia loro distinzione, tale da escludere una valida comparabilit\u0026#224; fra istituti che concernano ora gli uni ora le altre (in particolare, le ordinanze n. 270 del 2012; n. 201 del 2006 e n. 350 del 2005)\u0026#187; (sentenza n. 237 del 2015).\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e8.3.\u0026#8211; Tanto premesso, il testo unico in materia di spese di giustizia introduce, nell\u0026#8217;art. 119, con riferimento al patrocinio a spese dello Stato nei processi civile, amministrativo, contabile e tributario, una equiparazione al trattamento previsto per il cittadino italiano di quello relativo allo \u0026#171;straniero regolarmente soggiornante sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo da instaurare\u0026#187;.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eSennonch\u0026#233;, a fronte di tale equiparazione, l\u0026#8217;art. 79, comma 2, t.u. spese di giustizia stabilisce che, per i soli cittadini di Paesi non aderenti all\u0026#8217;Unione europea, \u0026#171;i redditi prodotti all\u0026#8217;estero [debbano essere certificati dalla] autorit\u0026#224; consolare competente, che attest[i] la veridicit\u0026#224; di quanto in essa indicato\u0026#187;, senza contemplare alcun rimedio all\u0026#8217;eventuale condotta non collaborativa di tale autorit\u0026#224; e, dunque, all\u0026#8217;impossibilit\u0026#224; di produrre la relativa certificazione.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003ePer converso, nella disciplina riservata al processo penale, l\u0026#8217;art. 94, comma 2, t.u. spese di giustizia prevede che \u0026#171;in caso di impossibilit\u0026#224; a produrre la documentazione richiesta ai sensi dell\u0026#8217;art. 79, comma 2, il cittadino di Stati non appartenenti all\u0026#8217;Unione europea, la sostituisce, a pena di inammissibilit\u0026#224;, con una dichiarazione sostitutiva di certificazione\u0026#187;.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e8.4.\u0026#8211; Orbene, deve rilevarsi, innanzitutto, che l\u0026#8217;art. 79, comma 2, t.u. spese di giustizia palesa rilevanti distonie, posto che, avvalendosi del mero criterio della cittadinanza, richiede, stando alla sua lettera, la certificazione dell\u0026#8217;autorit\u0026#224; consolare competente per i redditi prodotti all\u0026#8217;estero solo ai cittadini di Stati non aderenti all\u0026#8217;Unione europea e non anche a quelli italiani o ai cittadini europei, che pure possano aver prodotto redditi in Paesi terzi rispetto all\u0026#8217;Unione europea; al contempo, la medesima disposizione sembra pretendere dai cittadini degli Stati non aderenti all\u0026#8217;Unione europea la certificazione consolare per qualsivoglia reddito prodotto all\u0026#8217;estero, compresi quelli realizzati in Paesi dell\u0026#8217;Unione.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eMa soprattutto, anche a voler prescindere da tali anomalie, non pu\u0026#242; tacersi la manifesta irragionevolezza che deriva dalla mancata previsione, nell\u0026#8217;art. 79, comma 2, t.u. spese di giustizia, per i processi civile, amministrativo, contabile e tributario, di un meccanismo che \u0026#8211; come, viceversa, stabilisce per il processo penale l\u0026#8217;art. 94, comma 2, t.u. spese di giustizia \u0026#8211; consenta di reagire alla mancata collaborazione dell\u0026#8217;autorit\u0026#224; consolare, cos\u0026#236; bilanciando la necessit\u0026#224; di richiedere un pi\u0026#249; rigoroso accertamento dei redditi prodotti in Paesi non aderenti all\u0026#8217;Unione europea, per i quali \u0026#232; pi\u0026#249; complesso accertare la veridicit\u0026#224; di quanto dichiarato dall\u0026#8217;istante, con l\u0026#8217;esigenza di non addebitare al medesimo richiedente anche il rischio dell\u0026#8217;impossibilit\u0026#224; di procurarsi la specifica certificazione richiesta.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e8.5.\u0026#8211; La distinzione tra processo penale e altri processi (civile, amministrativo, contabile e tributario) pu\u0026#242; giustificare, dunque, \u0026#8211; come sopra illustrato \u0026#8211; che vengano ritenute non irragionevoli, se correlate alle diverse caratteristiche e implicazioni dei vari processi, talune differenziazioni nella disciplina del patrocinio a spese dello Stato. Tuttavia, tale dicotomia non pu\u0026#242; in alcun modo legittimare, rispetto ai parametri costituzionali invocati, la mancata previsione di un correttivo, nell\u0026#8217;art. 79, comma 2, t.u. spese di giustizia, che permetta di superare l\u0026#8217;ostacolo creato dalla condotta omissiva, o in generale non collaborativa, dell\u0026#8217;autorit\u0026#224; consolare.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e8.5.1.\u0026#8211; La disposizione censurata, infatti, in contrasto con la ragionevolezza e con il principio di autoresponsabilit\u0026#224;, inficia la possibilit\u0026#224; di un accesso effettivo alla tutela giurisdizionale, facendo gravare sullo straniero proveniente da un Paese non aderente all\u0026#8217;Unione europea il rischio dell\u0026#8217;impossibilit\u0026#224; di produrre la sola documentazione ritenuta necessaria, a pena di inammissibilit\u0026#224;, per comprovare i redditi prodotti all\u0026#8217;estero.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003ePi\u0026#249; precisamente, la norma censurata sottende, secondo il diritto vivente, una presunzione che lo straniero abbia redditi all\u0026#8217;estero (si vedano Tribunale amministrativo regionale per la Campania, sezione di Napoli, sentenze 3 maggio 2021, n. 2913, 30 aprile 2021, n. 2887, 28 aprile 2021, n. 2777; Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, sezione di Roma, sentenza 13 gennaio 2020, n. 298, decreti 22 ottobre 2018, n. 10237 e 19 luglio 2018, n. 8135; Tribunale amministrativo regionale per la Toscana, sentenza 11 ottobre 2019, n. 1350; Corte di cassazione, sezione seconda civile, sentenza 30 luglio 2020, n. 16424; con la sola eccezione della sentenza della Corte di cassazione, sezione quarta penale, sentenza 9 febbraio 2018, n. 6529). Tale presunzione implica un onere gravoso, specie quando la prova abbia un contenuto negativo, poich\u0026#233; tali redditi in effetti non sussistono, il che pu\u0026#242; ritenersi ipotesi non rara, se \u0026#232; vero che spesso \u0026#232; proprio lo stato di indigenza ad indurre le persone ad emigrare. Inoltre, sempre la norma censurata consente di vincere la presunzione solo con le forme documentali da essa previste, vale a dire con la certificazione dell\u0026#8217;autorit\u0026#224; consolare competente, prescindendo dall\u0026#8217;eventuale esistenza di altre prove circa l\u0026#8217;effettiva consistenza dei propri redditi all\u0026#8217;estero. Ma soprattutto, e questo \u0026#232; il profilo che palesa nella maniera pi\u0026#249; evidente il vulnus costituzionale, l\u0026#8217;art. 79, comma 2, t.u. spese di giustizia fa gravare sull\u0026#8217;istante il rischio del fatto del terzo (ossia l\u0026#8217;autorit\u0026#224; consolare), la cui eventuale inerzia o inadeguata collaborazione rendano impossibile produrre tempestivamente la corretta certificazione richiesta.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eQuesta Corte, viceversa, anche di recente ha ribadito, relativamente alla documentazione necessaria ad accedere ai benefici dell\u0026#8217;edilizia residenziale pubblica, che non possono \u0026#171;gravare sul richiedente le conseguenze del ritardo o delle difficolt\u0026#224; nell\u0026#8217;acquisire la documentazione in parola, ci\u0026#242; che la renderebbe costituzionalmente illegittima in quanto irragionevolmente discriminatoria\u0026#187; (sentenza n. 9 del 2021).\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eGli stessi principi sono stati, del resto, affermati in materia di notifiche, l\u0026#224; dove la Corte ha ritenuto \u0026#171;palesemente irragionevole, oltre che lesivo del diritto di difesa del notificante, che un effetto di decadenza possa discendere [\u0026#8230;] dal ritardo nel compimento di un\u0026#8217;attivit\u0026#224; riferibile non al medesimo notificante, ma a soggetti diversi [\u0026#8230;] e che, perci\u0026#242; resta del tutto estranea alla sfera di disponibilit\u0026#224; del primo\u0026#187; (sentenza n. 447 del 2002, che estende a tutte le notifiche quanto gi\u0026#224; previsto per le notifiche all\u0026#8217;estero dalla sentenza n. 69 del 1994. Il principio generale \u0026#232; stato poi ripreso dalle sentenze\u0026#160;n.\u0026#160;3 del 2010, n. 318 del 2009, n. 28\u0026#160;del\u0026#160;2004 e dalle ordinanze n. 154 del 2005, n. 118 del 2005 e n. 153, n. 132 e n. 97 del 2004).\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eIn definitiva, contrasta con gli artt. 3, 24 e 113 Cost. una previsione, come quella della norma censurata, che fa gravare sull\u0026#8217;istante il rischio della impossibilit\u0026#224; di produrre una specifica prova documentale richiesta per ottenere il godimento del patrocinio a spese dello Stato; essa, infatti, impedisce \u0026#8211; a chi \u0026#232; in una condizione di non abbienza \u0026#8211; l\u0026#8217;effettivit\u0026#224; dell\u0026#8217;accesso alla giustizia, con conseguente sacrificio del nucleo intangibile del diritto alla tutela giurisdizionale.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e8.5.2.\u0026#8211; Tanto considerato, risulta meritevole di accoglimento la richiesta del rimettente di una pronuncia additiva, che eviti il contrasto con il principio di autoresponsabilit\u0026#224;, tramite l\u0026#8217;aggiunta di una previsione che gi\u0026#224; trova riscontro nella disciplina dettata dall\u0026#8217;art. 94, comma 2, t.u. spese di giustizia, per il processo penale, nonch\u0026#233; dall\u0026#8217;art. 16 del d.lgs. n. 25 del 2008, per l\u0026#8217;impugnazione in sede giurisdizionale delle decisioni sullo status di rifugiato, che al medesimo art. 94 si richiama. Il problema relativo alla documentazione dei redditi prodotti in Paesi non aderenti all\u0026#8217;Unione europea non presenta, infatti, a ben vedere, alcuna ragionevole correlazione con la natura dei processi, nei quali si richiede il beneficio del patrocinio a spese dello Stato.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eIn linea, dunque, con le citate disposizioni, la legittimit\u0026#224; costituzionale dell\u0026#8217;art. 79, comma 2, t.u. spese di giustizia pu\u0026#242; essere ricostituita, integrando la previsione sull\u0026#8217;onere probatorio, con la possibilit\u0026#224; per l\u0026#8217;istante di produrre, a pena di inammissibilit\u0026#224;, una \u0026#171;dichiarazione sostitutiva di certificazione\u0026#187; relativa ai redditi prodotti all\u0026#8217;estero, una volta dimostrata l\u0026#8217;impossibilit\u0026#224; di presentare la richiesta certificazione.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eIn tal modo, analogamente a quanto previsto per il processo penale e per l\u0026#8217;impugnazione in sede giurisdizionale dello status di rifugiato, la disposizione censurata pu\u0026#242; essere resa conforme alla disciplina generale che concretizza il principio di autoresponsabilit\u0026#224;.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eTale principio, che implica quale corollario quello secondo cui ad impossibilia nemo tenetur, non solo esclude che si possa far gravare sull\u0026#8217;istante il rischio dell\u0026#8217;impossibilit\u0026#224; di procurarsi la documentazione consolare, ma oltretutto impedisce di pretendere la probatio spesso diabolica del fatto oggettivo costitutivo di un\u0026#8217;impossibilit\u0026#224; in termini assoluti. Questo sposta la categoria dell\u0026#8217;impossibilit\u0026#224; verso una accezione relativa, che si desume in controluce rispetto al comportamento esigibile, suscettibile cio\u0026#232; di essere preteso in base alla regola di correttezza, nella misura dell\u0026#8217;impegno derivante dal canone di diligenza: l\u0026#8217;impossibilit\u0026#224; relativa inizia (ed \u0026#232; implicitamente dimostrata) l\u0026#224; dove finisce il comportamento esigibile (ex fide bona e) secondo diligenza (in termini simili sentenza n. 9 del 2021).\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eNon a caso, anche nell\u0026#8217;interpretazione che dell\u0026#8217;art. 94, comma 2, t.u. spese di giustizia offre la Corte di cassazione, il cittadino di Paesi non aderenti all\u0026#8217;Unione europea non deve provare un\u0026#8217;impossibilit\u0026#224; in senso assoluto di avvalersi dell\u0026#8217;autocertificazione, ma \u0026#232; sufficiente che dimostri un\u0026#8217;impossibilit\u0026#224; in senso relativo, desumibile in via presuntiva dalla circostanza che \u0026#171;il richiedente si sia utilmente e tempestivamente attivato per ottenere le previste certificazioni\u0026#187; (Corte di cassazione, sezione quarta penale, sentenza 26 maggio 2009, n. 21999). La prova dell\u0026#8217;impossibilit\u0026#224; assoluta viene, infatti, ritenuta \u0026#171;di per s\u0026#233; incompatibile con un procedimento teso ad assicurare la difesa al non abbiente\u0026#187; (Corte di cassazione, sezione quinta penale, sentenza 22 febbraio 2018, n. 8617).\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003eA fronte, dunque, dell\u0026#8217;impossibilit\u0026#224; di ottemperare all\u0026#8217;onere di esibire la documentazione consolare, deve riespandersi, a favore dell\u0026#8217;istante, l\u0026#8217;opportunit\u0026#224; di avvalersi della dichiarazione sostitutiva di certificazione.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e9.\u0026#8211; In conclusione, l\u0026#8217;art. 79, comma 2, t.u. spese di giustizia risulta costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non consente al cittadino di uno Stato non aderente all\u0026#8217;Unione europea di presentare, a pena di inammissibilit\u0026#224;, una dichiarazione sostitutiva di certificazione sui redditi prodotti all\u0026#8217;estero, qualora dimostri \u0026#8211; nei termini sopra illustrati, ossia provando di aver compiuto tutto quanto esigibile secondo correttezza e diligenza \u0026#8211; l\u0026#8217;impossibilit\u0026#224; di produrre la richiesta documentazione.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"DT\"\u003e10.\u0026#8211; Restano assorbite le questioni di legittimit\u0026#224; costituzionale poste in riferimento all\u0026#8217;art. 3 Cost., sotto il profilo della disparit\u0026#224; di trattamento tra stranieri di Paesi non appartenenti all\u0026#8217;Unione europea, nonch\u0026#233; in riferimento all\u0026#8217;art. 117, primo comma, Cost., relativamente all\u0026#8217;art. 47 CDFUE, nonch\u0026#233; relativamente alle convenzioni internazionali, che prevedano l\u0026#8217;estensione degli istituti della decertificazione amministrativa.\r\n\u003c/P\u003e","diritto_testo_tc":"","motivazioni":"\u003cP class\u003d\"MOA1\"\u003eper questi motivi\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOA2\"\u003eLA CORTE COSTITUZIONALE\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOT\"\u003eriuniti i giudizi,\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOT\"\u003edichiara l\u0026#8217;illegittimit\u0026#224; costituzionale dell\u0026#8217;art. 79, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, recante \u0026#171;Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia (Testo A)\u0026#187;, nella parte in cui non consente al cittadino di Stati non appartenenti all\u0026#8217;Unione europea, in caso di impossibilit\u0026#224; a presentare la documentazione richiesta ai sensi dell\u0026#8217;art. 79, comma 2, di produrre, a pena di inammissibilit\u0026#224;, una dichiarazione sostitutiva di tale documentazione.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOT\"\u003eCos\u0026#236; deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 giugno 2021.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eF.to:\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eGiancarlo CORAGGIO, Presidente\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eEmanuela NAVARRETTA, Redattrice\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eFilomena PERRONE, Cancelliere\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eDepositata in Cancelleria il 20 luglio 2021.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eIl Cancelliere\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eF.to: Filomena PERRONE\r\n\u003c/P\u003e","motivazioni_tc":"","cem_anno":"","cem_numero":"","cem_rigetto":"","linkPressRelease":"CC_CS_20210720121648.pdf","linkPronunciaInglese":"documenti/download/doc/recent_judgments/Sentenza n. 157 del 2021 EN.pdf","oggetto":"Patrocinio a spese dello Stato - Contenuto dell\u0027istanza - Previsione che, per i redditi prodotti all\u0027estero, il cittadino di Stati non appartenenti all\u0027Unione europea debba corredare l\u0027istanza con una certificazione dell\u0027autorit\u0026#224; consolare competente che ne attesta la veridicit\u0026#224;.","flag_anonimizzazione":"","label_redattore":"Redattrice","label_relatore":"Relatrice","elencoMassime":[{"numero_massima":"44111","titoletto":"Rilevanza della questione incidentale - Applicabilità della disposizione impugnata nei giudizi a quibus - Ammissibilità delle questioni - Rigetto di eccezione preliminare.","testo":"\u003cp class\u003d\"massima\"\u003eNon è accolta l\u0027eccezione di inammissibilità - per difetto di rilevanza - formulata nel giudizio di legittimità costituzionale dell\u0027art. 79, comma 2, del d.P.R. n. 115 del 2002, in materia di ammissione al patrocinio a spese dello Stato. La norma impugnata dal TAR Piemonte trova sicura applicazione nei giudizi \u003cem\u003ea quibus\u003c/em\u003e, dal momento che la decisione sul patrocinio a spese dello Stato è diversa e indipendente rispetto a quella relativa al merito della controversia, il che rende possibile una sua adozione in ogni tempo e, dunque, anche dopo la pronuncia definitiva.\u003c/p\u003eSecondo la costante giurisprudenza costituzionale, ai fini dell\u0027ammissibilità delle questioni, è sufficiente che la norma impugnata sia applicabile nel giudizio \u003cem\u003ea quo\u003c/em\u003e e che la pronuncia di accoglimento possa influire sull\u0027esercizio della funzione giurisdizionale, quantomeno sotto il profilo del percorso argomentativo che sostiene la decisione del processo principale. (\u003cem\u003ePrecedenti citati: sentenze n. 84 del 2021, n. 253 del 2019, n. 20 del 2016, n. 46 del 2014, n. 5 del 2014, n. 294 del 2011 e n. 28 del 2010\u003c/em\u003e).","numero_massima_successivo":"44112","elencoAtti":[{"denominazione_legge":"decreto del Presidente della Repubblica","data_legge":"30/05/2002","data_nir":"2002-05-30","numero":"115","articolo":"79","specificazione_articolo":"","comma":"2","specificazione_comma":"","nesso":"","link_norma_attiva":"http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.Presidente.della.Repubblica:2002-05-30;115~art79"}],"elencoRiferimenti":[],"elencoParametri":[],"elencoAltriParametri":[]},{"numero_massima":"44112","titoletto":"Prospettazione della questione incidentale - Richiesta di sentenza manipolativa - Sussistenza nell\u0027ordinamento di precisi punti di riferimento - Ammissibilità delle questioni - Rigetto di eccezione preliminare.","testo":"\u003cp class\u003d\"massima\"\u003eNon è accolta l\u0027eccezione di inammissibilità - per richiesta di sentenza manipolativa non costituzionalmente obbligata in una materia riservata alle scelte discrezionali del legislatore - formulata nel giudizio di legittimità costituzionale dell\u0027art. 79, comma 2, del d.P.R. n. 115 del 2002. Il rimettente sollecita un intervento additivo, che rinviene nell\u0027ordinamento precisi punti di riferimento sia nell\u0027art. 94, comma 2, t.u. spese di giustizia, sia nell\u0027art. 16 del d.lgs. n. 25 del 2008, che richiama espressamente il citato art. 94.\u003c/p\u003e\u003cp class\u003d\"massima\"\u003eSecondo la giurisprudenza costituzionale, le scelte adottate dal legislatore nel regolare l\u0027istituto del patrocinio a spese dello Stato sono connotate da una rilevante discrezionalità, che è doveroso preservare. Tuttavia, questo non sottrae tale normazione al giudizio sulla legittimità costituzionale, in presenza di una manifesta irragionevolezza o arbitrarietà delle scelte adottate, in quanto è necessario evitare zone franche immuni dal sindacato di legittimità costituzionale, tanto più ove siano coinvolti i diritti fondamentali e il principio di eguaglianza, che incarna il modo di essere di tali diritti. (\u003cem\u003ePrecedenti citati: sentenze n. 63 del 2021, n. 47 del 2020, n. 97 del 2019 e n. 81 del 2017; ordinanze n. 3 del 2020 e n. 122 del 2016\u003c/em\u003e).\u003c/p\u003eL\u0027ammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale risulta condizionata non tanto dall\u0027esistenza di un\u0027unica soluzione costituzionalmente obbligata, quanto dalla presenza nell\u0027ordinamento di una o più soluzioni costituzionalmente adeguate, che si inseriscano nel tessuto normativo coerentemente con la logica perseguita dal legislatore. In tale prospettiva, onde non sovrapporre la propria discrezionalità a quella del Parlamento, la valutazione della Corte costituzionale deve essere condotta attraverso precisi punti di riferimento e soluzioni già esistenti. (\u003cem\u003ePrecedenti citati: sentenze n. 63 del 2021, n. 252 del 2020, n. 224 del 2020, n. 99 del 2019, n. 233 del 2018, n. 222 del 2018, n. 41 del 2018 e n. 236 del 2016\u003c/em\u003e).","numero_massima_successivo":"44113","numero_massima_precedente":"44111","elencoAtti":[{"denominazione_legge":"decreto del Presidente della Repubblica","data_legge":"30/05/2002","data_nir":"2002-05-30","numero":"115","articolo":"79","specificazione_articolo":"","comma":"2","specificazione_comma":"","nesso":"","link_norma_attiva":"http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.Presidente.della.Repubblica:2002-05-30;115~art79"}],"elencoRiferimenti":[],"elencoParametri":[],"elencoAltriParametri":[]},{"numero_massima":"44113","titoletto":"Patrocinio a spese dello Stato - Patrocinio a favore di cittadini di Stati non appartenenti all\u0027Unione europea - Istanza - Certificazione dell\u0027autorità consolare competente circa i redditi prodotti all\u0027estero - Impossibilità di produrla, avendo compiuto tutto quanto esigibile secondo l\u0027ordinaria diligenza - Possibile allegazione di dichiarazione sostitutiva - Omessa previsione - Irragionevolezza e violazione dell\u0027accesso effettivo alla tutela giurisdizionale - Illegittimità costituzionale in parte qua.","testo":"\u003cp class\u003d\"massima\"\u003eÈ dichiarato costituzionalmente illegittimo, per violazione dell\u0027art. 3 Cost., in coordinamento con gli artt. 24 e 113 Cost., l\u0027art. 79, comma 2, del d.P.R. n. 115 del 2002, nella parte in cui non consente al cittadino di Stati non appartenenti all\u0027Unione europea - che faccia richiesta di patrocinio a spese dello Stato -, in caso di impossibilità a presentare la documentazione richiesta, di produrre, a pena di inammissibilità, una dichiarazione sostitutiva di tale documentazione. La norma censurata dal TAR Piemonte, in contrasto con i principi di ragionevolezza e di autoresponsabilità, inficia nei processi civile, amministrativo, contabile e tributario la possibilità di un accesso effettivo alla tutela giurisdizionale, facendo gravare sullo straniero proveniente da un Paese non aderente all\u0027UE il rischio del fatto del terzo (ossia l\u0027autorità consolare), la cui eventuale inerzia o inadeguata collaborazione rendano impossibile produrre tempestivamente la sola documentazione ritenuta necessaria, a pena di inammissibilità, per comprovare i redditi prodotti all\u0027estero. Essa può essere resa conforme alla disciplina generale che concretizza il principio di autoresponsabilità tramite l\u0027aggiunta di una previsione che già trova riscontro nella disciplina dettata dall\u0027art. 94, comma 2, t.u. spese di giustizia, per il processo penale, nonché dall\u0027art. 16 del d.lgs. n. 25 del 2008, per l\u0027impugnazione in sede giurisdizionale delle decisioni sullo \u003cem\u003estatus\u003c/em\u003e di rifugiato, che al medesimo art. 94 si richiama. (\u003cem\u003ePrecedenti citati: sentenze n. 238 del 2014, n. 120 del 2014, n. 3 del 2010, n. 318 del 2009, n. 28 del 2004, n. 447 del 2002, n. 26 del 1999, n. 69 del 1994; ordinanze n. 154 del 2005, n. 118 del 2005, n. 386 del 2004, 153 del 2004, n. 132 del 2004 e n. 97 del 2004\u003c/em\u003e).\u003c/p\u003e\u003cp class\u003d\"massima\"\u003eL\u0027istituto del patrocinio a spese dello Stato serve a rimuovere, in armonia con l\u0027art. 3, secondo comma, Cost., le difficoltà di ordine economico che possono opporsi al concreto esercizio del diritto di difesa, assicurando l\u0027effettività del diritto ad agire e a difendersi in giudizio, che il secondo comma del medesimo art. 24 Cost. espressamente qualifica come diritto inviolabile. (\u003cem\u003ePrecedenti citati: sentenze n. 80 del 2020, n. 35 del 2019, n. 178 del 2017, n. 101 del 2012, n. 139 del 2010, n. 175 del 1996, n. 149 del 1983, n. 127 del 1979 e n. 46 del 1957; ordinanza n. 458 del 2002\u003c/em\u003e).\u003c/p\u003e\u003cp class\u003d\"massima\"\u003eIn tema di patrocinio a spese dello Stato, è cruciale l\u0027individuazione di un punto di equilibrio tra garanzia del diritto di difesa per i non abbienti e necessità di contenimento della spesa pubblica in materia di giustizia. In tale prospettiva si spiega che per tutti i processi diversi da quello penale (civile, amministrativo, contabile, tributario e di volontaria giurisdizione) per il riconoscimento del beneficio è richiesto che le ragioni di chi agisce o resiste risultino non manifestamente infondate, onde evitare che i non abbienti siano indotti a intentare cause palesemente infondate senza dover tener conto del loro peso economico. Diversamente, appare giustificato che, nel caso del processo penale, in cui l\u0027azione viene subita da chi aspira al patrocinio a spese dello Stato, venga assicurata una più intensa protezione, sganciando l\u0027ammissione al beneficio \u003cem\u003ede quo\u003c/em\u003e da qualsiasi filtro di non manifesta infondatezza delle ragioni del soggetto interessato. (\u003cem\u003ePrecedenti citati: sentenze n. 47 del 2020, n. 16 del 2018 e n. 237 del 2015; ordinanze n. 270 del 2012, n. 201 del 2006 e 350 del 2005\u003c/em\u003e).\u003c/p\u003eIl principio di autoresponsabilità implica quale corollario quello secondo cui \u003cem\u003ead impossibilia nemo tenetur\u003c/em\u003e, che sposta la categoria dell\u0027impossibilità verso una accezione relativa, che si desume in controluce rispetto al comportamento esigibile, suscettibile cioè di essere preteso in base alla regola di correttezza, nella misura dell\u0027impegno derivante dal canone di diligenza: l\u0027impossibilità relativa inizia (ed è implicitamente dimostrata) là dove finisce il comportamento esigibile (\u003cem\u003eex fide bona\u003c/em\u003e e) secondo diligenza. (\u003cem\u003ePrecedente citato: sentenza n. 9 del 2021\u003c/em\u003e).","numero_massima_successivo":"44114","numero_massima_precedente":"44112","elencoAtti":[{"denominazione_legge":"decreto del Presidente della Repubblica","data_legge":"30/05/2002","data_nir":"2002-05-30","numero":"115","articolo":"79","specificazione_articolo":"","comma":"2","specificazione_comma":"","nesso":"","link_norma_attiva":"http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.Presidente.della.Repubblica:2002-05-30;115~art79"}],"elencoRiferimenti":[],"elencoParametri":[{"denominazione_legge":"Costituzione","data_legge":"","numero":"","articolo":"3","specificazione_articolo":"","comma":"","specificazione_comma":"","nesso":""},{"denominazione_legge":"Costituzione","data_legge":"","numero":"","articolo":"24","specificazione_articolo":"","comma":"","specificazione_comma":"","nesso":""},{"denominazione_legge":"Costituzione","data_legge":"","numero":"","articolo":"113","specificazione_articolo":"","comma":"","specificazione_comma":"","nesso":""}],"elencoAltriParametri":[]},{"numero_massima":"44114","titoletto":"Thema decidendum - Accoglimento della questione di costituzionalità per violazione di alcuni dei parametri evocati - Assorbimento di ulteriori censure.","testo":"Accolta, per violazione dell\u0027art. 3 Cost., in coordinamento con gli artt. 24 e 113 Cost., la questione di legittimità costituzionale in via incidentale dell\u0027art. l\u0027art. 79, comma 2, del d.P.R. n. 115 del 2002, sono assorbite le questioni poste in riferimento all\u0027art. 3 Cost., sotto il profilo della disparità di trattamento tra stranieri di Paesi non appartenenti all\u0027Unione europea, nonché in riferimento all\u0027art. 117, primo comma, Cost., relativamente all\u0027art. 47 CDFUE, nonché relativamente alle convenzioni internazionali, che prevedano l\u0027estensione degli istituti della decertificazione amministrativa.","numero_massima_precedente":"44113","elencoAtti":[{"denominazione_legge":"decreto del Presidente della Repubblica","data_legge":"30/05/2002","data_nir":"2002-05-30","numero":"115","articolo":"79","specificazione_articolo":"","comma":"2","specificazione_comma":"","nesso":"","link_norma_attiva":"http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.Presidente.della.Repubblica:2002-05-30;115~art79"}],"elencoRiferimenti":[],"elencoParametri":[{"denominazione_legge":"Costituzione","data_legge":"","numero":"","articolo":"3","specificazione_articolo":"","comma":"","specificazione_comma":"","nesso":""},{"denominazione_legge":"Costituzione","data_legge":"","numero":"","articolo":"117","specificazione_articolo":"","comma":"1","specificazione_comma":"","nesso":""}],"elencoAltriParametri":[{"denominazione_legge":"Carta dei diritti fondamentali U.E.","data_legge":"","numero":"","articolo":"47","specificazione_articolo":"","comma":"","specificazione_comma":"","nesso":""}]}],"elencoNote":[{"id_nota":"40685","autore":"","titolo":"Osservazioni a Corte cost. n. 157 del 2021","descrizione":"Nota di richiami","titolo_rivista":"Il Foro italiano","anno_rivista":"2021","numero_rivista":"10","parte_rivista":"I","sezione_rivista":"2994","pagina_rivista":"","note_abstract":"","collocazione":"C.5 - A.182/1","descrizione_autorita":"","link_autorita":"","existFile":true},{"id_nota":"40864","autore":"Masala P.","titolo":"L\u0027inclusione sociale degli immigrati e i limiti alle politiche di esclusione: indicazioni dalla giurisprudenza costituzionale","descrizione":"Articolo a carattere generale","titolo_rivista":"www.rivistaaic.it","anno_rivista":"2021","numero_rivista":"3","parte_rivista":"","sezione_rivista":"","pagina_rivista":"","note_abstract":"","collocazione":"","nome_file_logico":"40864_2021_157.pdf","nome_file_fisico":"157_2021+altre_Masala.pdf","descrizione_autorita":"","link_autorita":"","existFile":true},{"id_nota":"40502","autore":"Tritto N.M.","titolo":"Il patrocinio a spese dello stato, con particolare riferimento al processo contabile","descrizione":"Articolo a carattere generale","titolo_rivista":"www.giurisprudenzapenale.com","anno_rivista":"2022","numero_rivista":"1","parte_rivista":"","sezione_rivista":"","pagina_rivista":"","note_abstract":"","collocazione":"","nome_file_logico":"40502_2021_157.pdf","nome_file_fisico":"10_2022+2_Tritto.pdf","descrizione_autorita":"","link_autorita":"","existFile":true}],"pronunceCorrette":[]}}" ] ] |
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