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4, c. 2°; 6; 10, c. 1°, 2°, lett. b), b1), b2), e 3°; 11; 12, c. 4°; 13, c. 1°, lett. h); 15, c. 1°, lett. a), e 17, c. 1°, della legge della Regione Lombardia 08/04/2020, n. 5.","atti_registro":"ric. 51/2020","sommario":"\u003cP class\u003d\"SC2\"\u003eORDINANZA N. 185\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"SC2\"\u003eANNO 2022\r\n\u003c/P\u003e","sommario_tc":"","membri":"\u003cP id\u003d\"MEA1\"\u003eREPUBBLICA ITALIANA\r\n\u003c/P\u003e \u003cP id\u003d\"MEA2\"\u003eIN NOME DEL POPOLO ITALIANO\r\n\u003c/P\u003e \u003cP id\u003d\"MEA3\"\u003eLA CORTE COSTITUZIONALE\r\n\u003c/P\u003e \u003cP id\u003d\"MEE\"\u003ecomposta dai signori:\r\n Presidente: Giuliano AMATO; Giudici : Daria de PRETIS, Nicol\u0026#242; ZANON, Augusto Antonio BARBERA, Giulio PROSPERETTI, Giovanni AMOROSO, Francesco VIGAN\u0026#210;, Luca ANTONINI, Stefano PETITTI, Angelo BUSCEMA, Emanuela NAVARRETTA, Maria Rosaria SAN GIORGIO, Filippo PATRONI GRIFFI,\u003c/P\u003e","membri_tc":"","inizio_testo":"\u003cP class\u003d\"IA1\"\u003eha pronunciato la seguente\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IA2\"\u003eORDINANZA\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003enel giudizio di legittimit\u0026#224; costituzionale degli artt. 2, commi da 1 a 6; 4, comma 2; 6; 10, commi 1, 2, lettere b), b1), b2), e 3; 11; 12, comma 4; 13, comma l, lettera h); 15, comma l, lettera a), e 17, comma l, della legge della Regione Lombardia 8 aprile 2020, n. 5, recante \u0026#171;Disciplina delle modalit\u0026#224; e delle procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche in Lombardia e determinazione del canone in attuazione dell\u0026#8217;articolo 12 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 (Attuazione della Direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell\u0026#8217;energia elettrica), come modificato dall\u0026#8217;articolo 11 quater del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 (Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la Pubblica Amministrazione) convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12\u0026#187;, promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri con ricorso notificato l\u0026#8217;8-12 giugno 2020, depositato in cancelleria il 12 giugno 2020, iscritto al n. 51 del registro ricorsi 2020 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 27, prima serie speciale, dell\u0026#8217;anno 2020.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eVisti l\u0026#8217;atto di costituzione della Regione Lombardia, nonch\u0026#233; gli atti di intervento di Enel Produzione spa e Enel Green Power Italia srl;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eudito nella camera di consiglio del 6 luglio 2022 il Giudice relatore Nicol\u0026#242; Zanon;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003edeliberato nella camera di consiglio del 6 luglio 2022.\r\n\u003c/P\u003e \u003cBR\u003e\u003cP class\u003d\"IT\"\u003eRitenuto che il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall\u0026#8217;Avvocatura generale dello Stato, ha impugnato gli artt. 2, commi da 1 a 6; 4, comma 2; 6; 10, commi 1, 2, lettere b), b1), b2), e 3; 11; 12, comma 4; 13, comma l, lettera h); 15, comma l, lettera a), e 17, comma l, della legge della Regione Lombardia 8 aprile 2020, n. 5, recante \u0026#171;Disciplina delle modalit\u0026#224; e delle procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche in Lombardia e determinazione del canone in attuazione dell\u0026#8217;articolo 12 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 (Attuazione della Direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell\u0026#8217;energia elettrica), come modificato dall\u0026#8217;articolo 11 quater del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 (Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la Pubblica Amministrazione) convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12\u0026#187;, in riferimento agli artt. 9, 42, 43 e 117, secondo comma, lettere l) e s), e terzo comma, della Costituzione, in materia di \u0026#171;produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell\u0026#8217;energia\u0026#187;;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, l\u0026#8217;art. 2, commi da 1 al 6 della legge regionale impugnata, nel disciplinare la propriet\u0026#224; ed il godimento dei beni indicati all\u0026#8217;art. 25 del regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775 (Approvazione del testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e sugli impianti elettrici), pertinenti a grandi derivazioni idroelettriche, stabilisce l\u0026#8217;appartenenza al patrimonio regionale delle cosiddette \u0026#8220;opere bagnate\u0026#8221; e regola inoltre l\u0026#8217;acquisizione regionale di diversi beni, necessari per l\u0026#8217;assegnazione della relativa concessione; \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, in tal modo, ad avviso dell\u0026#8217;Avvocatura generale dello Stato, sarebbero violati l\u0026#8217;art. 12, comma 1-ter, del d.lgs. n. 79 del 1999 e l\u0026#8217;art. 25 del r.d. n. 1775 del 1933, secondo cui il legislatore regionale pu\u0026#242;, rispettivamente, disciplinare le sole modalit\u0026#224; e procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni d\u0026#8217;acqua a scopo idroelettrico e prevedere il passaggio di propriet\u0026#224; alla Regione senza diritto al compenso per una serie pi\u0026#249; limitata di beni;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche da ci\u0026#242; deriverebbe, secondo il ricorrente, una violazione della competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile, di cui all\u0026#8217;art. 117, secondo comma, lettera l), Cost.;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, ai sensi dell\u0026#8217;art. 2, comma 4, della legge regionale oggetto di ricorso, resta a carico del concessionario uscente, senza che gli sia riconosciuto alcun indennizzo, la realizzazione di interventi di manutenzione, necessari per la sicurezza, fino alla scadenza del termine per il subentro del nuovo concessionario;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, ad avviso del Presidente del Consiglio dei ministri, questa previsione si porrebbe in contrasto con i principi fondamentali di cui all\u0026#8217;art. 12 del d.lgs. n. 79 del 1999 e all\u0026#8217;art. 26 del r.d. n. 1775 del 1933, giacch\u0026#233; le suddette norme, da un lato, non prevedono che tali oneri possano essere addossati agli operatori, e, dall\u0026#8217;altro, stabiliscono che la manutenzione straordinaria posta in essere dal concessionario nell\u0026#8217;ultimo quinquiennio sia a carico dello Stato;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, pertanto, la Regione avrebbe esorbitato dai limiti fissati dalle norme statali interposte inerenti alla materia, di competenza legislativa concorrente, \u0026#171;produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell\u0026#8217;energia\u0026#187;, con conseguente lesione dell\u0026#8217;art. 117, terzo comma, Cost.; \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche la Regione avrebbe altres\u0026#236; posto in essere una violazione degli artt. 42 e 43 Cost., in forza dei quali la legge deve riconoscere un indennizzo ai privati che subiscano, anche attraverso l\u0026#8217;imposizione di obblighi, limitazioni nella disponibilit\u0026#224; o nell\u0026#8217;utilizzo di beni di loro propriet\u0026#224; o comunque necessari per lo svolgimento di una attivit\u0026#224; di impresa;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche l\u0026#8217;art. 10, comma 1, della legge regionale impugnata demanda ad un regolamento regionale la disciplina della procedura per l\u0026#8217;assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche, compresa quella del procedimento unico per la valutazione dei progetti presentati;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, secondo il principio stabilito dall\u0026#8217;art. 12, comma 1-ter, del d.lgs. n. 79 del 1999, le Regioni sono chiamate a regolare con legge le modalit\u0026#224; e le procedure per l\u0026#8217;assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, ad avviso dell\u0026#8217;Avvocatura dello Stato, la descritta disposizione si porrebbe dunque in contrasto con la riserva di legge posta dal legislatore statale in materia di \u0026#171;produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell\u0026#8217;energia\u0026#187;, con ulteriore pregiudizio all\u0026#8217;art. 117, terzo comma, Cost.;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche l\u0026#8217;art. 10, commi 1, 2, lettere b), b1) e b2) e 3, della legge regionale investita dal ricorso, prevedendo che il procedimento unico per la valutazione dei progetti presentati si articola in pi\u0026#249; fasi, separa quella in cui \u0026#232; collocata la proposta progettuale dalla successiva di verifica di impatto ambientale e di incidenza su siti di rilevanza comunitaria del progetto selezionato;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, in base a questa disposizione, solo la seconda delle fasi indicate si svolge tramite conferenza dei servizi, con conseguente esclusione dalla procedura di scelta del progetto di ogni amministrazione centrale o locale interessata;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, secondo il ricorrente, tale disciplina si porrebbe in contrasto con il principio del procedimento unico stabilito dall\u0026#8217;art. 12, comma 1-ter, lettera m) del d.lgs. n. 79 del 1999 e col disposto dell\u0026#8217;art. 11-quater del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 (Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione), convertito, con modificazioni, nella legge 11 febbraio 2019, n. 12;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche la Regione avrebbe dunque posto in essere una violazione dei principi fondamentali fissati con legge statale in materia di \u0026#171;produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell\u0026#8217;energia\u0026#187;, la cui disciplina \u0026#232; riservata allo Stato dall\u0026#8217;art. 117, terzo comma, Cost.;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche gli artt. 4, comma 2, 6, 10, comma 3, 12, comma 4 e 15, comma 1, lettera a) della legge regionale impugnata \u0026#8211; senza definire precise ed adeguate direttive per il relativo adempimento \u0026#8211; rimettono alla Giunta regionale i compiti di stipulare intese per le derivazioni di rilievo interregionale (art. 4, comma 2), di approntare con regolamento regionale la disciplina delle procedure di valutazione dell\u0026#8217;interesse pubblico al diverso uso delle acque (art. 6), di disciplinare la partecipazione dello Stato alla conferenza dei servizi finalizzata alle autorizzazioni necessarie per il progetto di concessione (art. 10, comma 3), di introdurre nei bandi requisiti aggiuntivi per i soggetti partecipanti alla procedura (art. 12, comma 4), di deliberare in merito a specifici obblighi e vincoli inerenti alla sicurezza delle persone e del territorio (art. 15, comma 1, lettera a);\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, anche in tal caso, secondo l\u0026#8217;art. 12, comma 1-ter, del d.lgs. n. 79 del 1999, le Regioni sono chiamate a regolare con legge le modalit\u0026#224; e le procedure per l\u0026#8217;assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, ad avviso del ricorrente, risulterebbero pertanto violati l\u0026#8217;art. 117, terzo comma, Cost., nella parte in cui demanda allo Stato, in materia di \u0026#171;produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell\u0026#8217;energia\u0026#187;, la determinazione dei principi fondamentali, tra cui la previsione di una riserva di legge regionale, nonch\u0026#233; gli artt. 14 e 28 della legge statutaria 30 agosto 2008, n. 1 (Statuto d\u0026#8217;autonomia della Lombardia), che individuano la Giunta regionale quale organo esecutivo ed affidano la potest\u0026#224; legislativa della Regione esclusivamente al Consiglio regionale;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche gli artt. 6, 11, 13, comma 1, lettera h) e 17, comma 1, della legge regionale impugnata rimettono alla Giunta regionale il compito di definire gli obiettivi minimi da perseguire mediante interventi di conservazione e miglioramento ambientale, secondo quanto previsto dal piano regionale di tutela delle acque, dal piano di gestione del distretto idrografico del fiume Po, ovvero dalla pianificazione di bacino provinciale pi\u0026#249; specifica, ove esistente, non prescrivendo anche la considerazione del piano paesaggistico, pur in presenza di norme statali che stabiliscono la rilevanza ope legis quali beni di interesse paesaggistico dei bacini e dei corsi d\u0026#8217;acqua;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, pertanto, secondo il ricorrente, sarebbero di nuovo violati il principio stabilito dall\u0026#8217;art. 12, comma 1-ter, del d.lgs. n. 79 del 1999, secondo cui le Regioni sono tenute a regolare con legge le modalit\u0026#224; e le procedure per l\u0026#8217;assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni, nonch\u0026#233; i principi di cui agli artt. 132 (recte: 135), 142, comma 1, 143 e 145 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell\u0026#8217;articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137), in tema di piano paesaggistico;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, in base alla prospettazione del ricorrente, tali disposizioni regionali si porrebbero in contrasto con l\u0026#8217;art. 117, secondo comma, lettera s), Cost.;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche le disposizioni regionali impugnate si porrebbero altres\u0026#236; in contrasto con l\u0026#8217;art. 9 Cost., che impone la tutela del paesaggio, nonch\u0026#233; con gli artt. 42 e 43 Cost.;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, con atto depositato il 20 luglio 2020, si \u0026#232; costituita in giudizio la Regione Lombardia, chiedendo che venga dichiarata la inammissibilit\u0026#224; e non fondatezza delle questioni;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003echa il 21 luglio 2020 hanno depositato unico atto di intervento Enel Produzione spa e Enel Green Power Italia srl, che hanno chiesto di dichiarare ammissibile l\u0026#8217;intervento e, aderendo alla richiesta del Presidente del Consiglio dei ministri, di dichiarare costituzionalmente illegittime le norme impugnate;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche Elettricit\u0026#224; Futura - Unione delle imprese elettriche italiane e Utilitalia, in qualit\u0026#224; di amici curiae, hanno presentato un\u0026#8217;opinione scritta, ammessa con decreto presidenziale ai sensi dell\u0026#8217;art. 4-ter delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, vigente ratione temporis.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eConsiderato che il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall\u0026#8217;Avvocatura generale dello Stato, ha promosso questioni di legittimit\u0026#224; costituzionale degli artt. 2, commi da 1 a 6; 4, comma 2; 6; 10, commi 1, 2, lettere b), b1), b2), e 3; 11; 12, comma 4; 13, comma l, lettera h); 15, comma l, lettera a), e 17, comma l, della legge della Regione Lombardia 8 aprile 2020, n. 5, recante \u0026#171;Disciplina delle modalit\u0026#224; e delle procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche in Lombardia e determinazione del canone in attuazione dell\u0026#8217;articolo 12 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 (Attuazione della Direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell\u0026#8217;energia elettrica), come modificato dall\u0026#8217;articolo 11 quater del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 (Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la Pubblica Amministrazione) convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12\u0026#187;, in riferimento agli artt. 9, 42, 43 e 117, secondo comma, lettere l) e s), e terzo comma della Costituzione, in materia di \u0026#171;produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell\u0026#8217;energia\u0026#187;;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, previa delibera del Consiglio dei ministri, il ricorrente, con atto depositato in data 12 gennaio 2022, ha rinunciato al ricorso;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche la Regione Lombardia, con atto depositato in data 4 febbraio 2022, ha accettato tale rinuncia; \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, ai sensi dell\u0026#8217;art. 23 delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, vigente ratione temporis, nei giudizi di legittimit\u0026#224; costituzionale in via principale, la rinuncia al ricorso, qualora accettata dalla parte costituita, determina l\u0026#8217;estinzione del processo.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eVisti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, e 23 delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.\r\n\u003c/P\u003e","inizio_testo_tc":"","fatto_testo":"","fatto_testo_tc":"","diritto_testo":"","diritto_testo_tc":"","motivazioni":"\u003cP class\u003d\"MOA1\"\u003eper questi motivi\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOA2\"\u003eLA CORTE COSTITUZIONALE\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOT\"\u003edichiara estinto il processo.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOT\"\u003eCos\u0026#236; deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 6 luglio 2022.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eF.to:\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eGiuliano AMATO, Presidente\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eNicol\u0026#242; ZANON, Redattore\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eIgor DI BERNARDINI, Cancelliere\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eDepositata in Cancelleria il 22 luglio 2022.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eIl Cancelliere\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eF.to: Igor DI BERNARDINI\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003e\r\n\u003c/P\u003e","motivazioni_tc":"","cem_anno":"","cem_numero":"","cem_rigetto":"","oggetto":"Energia - Norme della Regione Lombardia - Disciplina delle modalit\u0026#224; e delle procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni elettriche in Lombardia e della determinazione del canone - Regime delle opere e dei beni - Passaggio delle opere definite dall\u0027art. 25, comma primo, del r.d. n. 1775 del 1933 in propriet\u0026#224; alla Regione - Previsione che gli oneri per la realizzazione degli interventi di manutenzione necessari per la sicurezza restano a carico del concessionario uscente sino alla scadenza del termine per il subentro dell\u0027aggiudicatario.\r\nDisciplina con regolamento regionale delle procedure di assegnazione delle concessioni.\r\nPrevisione che la Giunta regionale stipula intese con la Regione o Provincia autonoma confinante per definire i rapporti necessari a procedere all\u0027assegnazione della concessione in caso di grandi derivazioni che prelevano acqua da corpi idrici che fungono da confine con altra Regione o che interessano anche il territorio di altre Regioni - Previsione che con regolamento regionale sono disciplinate le modalit\u0026#224; e le procedure di valutazione dell\u0027interesse pubblico all\u0027uso delle acque - Attivit\u0026#224; tecnico-amministrativa, nelle procedure di assegnazione, relativa a verifica o valutazione di impatto ambientale, valutazione di incidenza nei confronti dei siti di importanza comunitaria interessati, autorizzazione paesaggistica e ogni altro atto di assenso, concessione, permesso, licenza o autorizzazione svolta tramite conferenza di servizi delle amministrazioni interessate - Previsione che la Giunta regionale ha la facolt\u0026#224; di definire ulteriori requisiti di capacit\u0026#224; tecnica, organizzativa, patrimoniale e finanziaria e le relative soglie, tenuto conto della tipologia degli impianti oggetto del bando - Previsione che la Giunta regionale dispone specifici obblighi e limitazioni gestionali con particolare riguardo agli obblighi e ai vincoli inerenti alla sicurezza delle persone e del territorio.\r\nValutazioni preliminari rispetto all\u0027avvio delle procedure per l\u0027assegnazione di una concessione - Indizione della procedura mediante pubblicazione di un bando di assegnazione - Contenuti del bando con riguardo alla specificazione dei livelli minimi in termini di miglioramento e risanamento ambientale del bacino idrografico di pertinenza - Definizione da parte della Giunta regionale degli obiettivi minimi da conseguire mediante interventi di conservazione, miglioramento e risanamento ambientale del bacino idrografico di pertinenza.","flag_anonimizzazione":"","label_redattore":"Redattore","label_relatore":"Relatore","elencoMassime":[{"numero_massima":"44883","titoletto":"Giudizio costituzionale - Sopravvenienze nel giudizio principale - Successiva rinuncia, accettata dalla controparte costituita in giudizio - Estinzione del processo (nel caso di specie: estinzione del processo avente ad oggetto norme della Regione Lombardia riguardanti la disciplina delle concessioni delle grandi derivazioni idroelettriche della Regione stessa). (Classif. 111012).","testo":"\u003cp class\u003d\"massima\"\u003eAi sensi dell\u0027art. 23 delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, vigente \u003cem\u003eratione temporis\u003c/em\u003e, nei giudizi di legittimità costituzionale in via principale, la rinuncia al ricorso, qualora accettata dalla parte costituita, determina l\u0027estinzione del processo.\u003c/p\u003e\u003cp class\u003d\"massima\"\u003e\u003cbr /\u003e\u003c/p\u003e\u003cp class\u003d\"massima\"\u003e(Nel caso di specie, è dichiarato estinto - per rinuncia al ricorso accettata dalla Regione Lombardia costituita in giudizio - il processo relativo alle questioni di legittimità costituzionale, promosse dal Governo in riferimento agli artt. 9, 42, 43 e 117, commi secondo, lett. \u003cem\u003el\u003c/em\u003e ed \u003cem\u003es\u003c/em\u003e,\u003cem\u003e \u003c/em\u003eCost., degli artt. 2, commi da 1 a 6; 4, comma 2; 6; 10, commi 1, 2, lett. \u003cem\u003eb\u003c/em\u003e, \u003cem\u003eb1\u003c/em\u003e, \u003cem\u003eb2\u003c/em\u003e, e 3; 11; 12, comma 4; 13, comma l, lett. \u003cem\u003eh\u003c/em\u003e; 15, comma l, lett. \u003cem\u003ea\u003c/em\u003e, e 17, comma l, della legge reg. Lombardia n. 5 del 2020, che, disciplinando le concessioni delle grandi derivazioni idroelettriche della Regione, prevedono: la disciplina della proprietà e del godimento dei beni pertinenti a grandi derivazioni idroelettriche, stabilendo l\u0027appartenenza al patrimonio regionale delle c.d. \"opere bagnate\", regolando altresì l\u0027acquisizione regionale di diversi beni, necessari per l\u0027assegnazione della relativa concessione e il relativo onere di manutenzione in capo al concessionario uscente; la disciplina della procedura di assegnazione ad opera di un regolamento regionale; il procedimento unico per la valutazione dei progetti presentati si articola in più fasi; i compiti relativi della Giunta regionale).\u003c/p\u003e","elencoAtti":[{"denominazione_legge":"legge della Regione Lombardia","data_legge":"08/04/2020","data_nir":"2020-04-08","numero":"5","articolo":"2","specificazione_articolo":"","comma":"1","specificazione_comma":"","nesso":""},{"denominazione_legge":"legge 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