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Uff.\" n. 291 bis dell\u002711 dicembre 1985. \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"SC5\"\u003e Pres. PALADIN - Rel. MALAGUGINI \u003c/P\u003e","sommario_tc":"","membri":"\u003cP id\u003d\"ME\"\u003e \u003c/P\u003e\r\n\u003cP id\u003d\"MEA3\"\u003e LA CORTE COSTITUZIONALE \u003c/P\u003e\r\n\u003cP id\u003d\"MEE\"\u003e composta dai signori: Prof. LIVIO PALADIN, Presidente - Avv. ORONZO \r\n REALE - Avv. ALBERTO MALAGUGINI - Prof. ANTONIO LA PERGOLA - Prof. \r\n VIRGILIO ANDRIOLI - Prof. GIUSEPPE FERRARI - Dott. FRANCESCO SAJA - \r\n Prof. GIOVANNI CONSO - Prof. ETTORE GALLO - Dott. ALDO CORASANITI - \r\n Prof. GIUSEPPE BORZELLINO - Prof. RENATO DELL\u0027ANDRO, Giudici, \u003c/P\u003e","membri_tc":"","inizio_testo":"\u003cP id\u003d\"I\"\u003e \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IA1\"\u003e ha pronunciato la seguente \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IA2\"\u003e SENTENZA \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IT\"\u003e nel giudizio di legittimit\u0026#224; costituzionale dell\u0027art. 47 della \r\n legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull\u0027ordinamento penitenziario e \r\n sull\u0027esecuzione delle misure privative e limitative della libert\u0026#224;), \r\n promosso con ordinanza emessa il 9 ottobre 1984 dalla Corte di \r\n cassazione sul ricorso proposto dal Procuratore Generale della \r\n Repubblica presso la Corte d\u0027appello di Roma nel procedimento di \r\n sorveglianza relativo a Ferraro Luciano, iscritta al n. 69 del registro \r\n ordinanze 1985 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica \r\n n. 80 bis dell\u0027anno 1985. \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IT\"\u003e Visto l\u0027atto di intervento del Presidente del Consiglio dei \r\n ministri; \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IT\"\u003e udito nella camera di consiglio del 9 ottobre 1985 il Giudice \r\n relatore Alberto Malagugini. \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IT\"\u003e \u003c/P\u003e","inizio_testo_tc":"","fatto_testo":"\u003cP class\u003d\"FR\"\u003e Ritenuto in fatto: \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"FT\"\u003e 1. - Nel corso del giudizio sul ricorso proposto dal Procuratore \r\n generale della Repubblica presso la Corte d\u0027appello di Roma avverso \r\n l\u0027ordinanza del 1 febbraio 1984 della Sezione di sorveglianza presso \r\n detta Corte d\u0027appello che, revocando l\u0027affidamento in prova al servizio \r\n sociale di Ferraro Luciano per insussistenza delle condizioni \r\n legittimanti l\u0027affidamento retrodatava gli effetti della revoca al \r\n momento della costituzione in carcere del Ferraro e non al momento \r\n iniziale dell\u0027affidamento, la Corte di cassazione sollevava questione \r\n di legittimit\u0026#224; costituzionale dell\u0027art. 47 della l. 26 luglio 1975, n. \r\n 354, in riferimento agli artt. 3, 13 e 27 della Costituzione. \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"FT\"\u003e La Corte rimettente rilevava che l\u0027art. 47 della l. n. 354 del 1975 \r\n impedisce di scomputare il periodo trascorso in affidamento dalla pena \r\n detentiva da eseguire in tutti i casi di revoca del provvedimento di \r\n affidamento, senza distinguere tra i casi di revoca dovuta al cattivo \r\n esito della prova e quelli di revoca (o annullamento) per sussistenza \r\n di cause originarie o sopravvenute di inammissibilit\u0026#224; \r\n dell\u0027affidamento. Il predetto art. 47 sarebbe perci\u0026#242; in contrasto: a) \r\n con l\u0027art. 3 Cost., in ragione della indebita equiparazione fra \r\n situazioni del tutto diverse e della discriminazione fra situazioni \r\n similari come quella dei condannati che superano il periodo di prova ed \r\n ottengono l\u0027estinzione della pena, e quella dei condannati che, pur \r\n avendo in tutto o in parte superato detto periodo di prova, non possono \r\n ottenere, per ragioni indipendenti dal proprio comportamento, l\u0027effetto \r\n dell\u0027estinzione; b) con l\u0027art. 13 Cost., in ragione della \r\n insussistenza di un titolo giustificativo della restrizione della \r\n libert\u0026#224; personale del condannato una volta venuto meno l\u0027originario \r\n provvedimento giudiziario preveduto dai commi quarto e quinto dell\u0027art. \r\n 47 della l. n. 354 del 1975; c) con l\u0027art. 27 Cost., in ragione della \r\n vanificazione della funzione di rieducazione e risocializzazione \r\n propria della pena che sarebbe cagionata dalla previsione di \r\n conseguenze sfavorevoli al condannato per fatto non addebitabile alla \r\n sua condotta. \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"FT\"\u003e 2. - Nel giudizio cos\u0026#236; instaurato non vi \u0026#232; stata costituzione di \r\n parti, n\u0026#233; ha spiegato intervento il Presidente del Consiglio dei \r\n ministri. \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"FT\"\u003e \u003c/P\u003e","fatto_testo_tc":"","diritto_testo":"\u003cP class\u003d\"DD\"\u003e Considerato in diritto: \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"DT\"\u003e 1. - Con l\u0027ordinanza indicata in epigrafe, la Corte di cassazione, \r\n prima sezione penale, dubita, in riferimento agli artt. 3, 13 e 27 \r\n Cost., della legittimit\u0026#224; costituzionale dell\u0027art. 47 della legge 26 \r\n luglio 1975, n. 354 - recante \"Norme sull\u0027ordinamento penitenziario e \r\n sull\u0027esecuzione delle misure privative e limitative della libert\u0026#224;\" - \r\n \"nella parte in cui non prevede che valga come espiazione di pena il \r\n periodo di affidamento in prova al servizio sociale nel caso di revoca \r\n del provvedimento di ammissione per motivi non dipendenti dall\u0027esito \r\n negativo della prova\". \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"DT\"\u003e Nella motivazione dell\u0027ordinanza, la Corte rimettente richiama \r\n espressamente, facendole nella sostanza (e talora testualmente) \r\n proprie, le argomentazioni gi\u0026#224; addotte a sostegno dell\u0027illegittimit\u0026#224; \r\n costituzionale del citato art. 47 ord. penit., in riferimento ai \r\n medesimi parametri, nelle ordinanze emesse dalle Sezioni unite penali \r\n della medesima Corte in data 7 febbraio 1981 (proc. Talluto Arcangelo; \r\n r.o. 104/83) e dalla stessa prima sezione penale di questa in data 26 \r\n settembre 1983 (proc. Reinhart Marco; r.o. 171/84). \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"DT\"\u003e 2. - Decidendo sugli incidenti di costituzionalit\u0026#224; promossi con le \r\n citate ordd. n. 104/83 e 171/84 (nonch\u0026#233; con altra ordinanza analoga - \r\n n. 914/83 - emessa il 17 febbraio 1983, pure nel proc. Reinhart Marco, \r\n dalla stessa prima sezione penale della Corte di legittimit\u0026#224;), questa \r\n Corte, con la sentenza n. 185 del 1985, ha dichiarato \"l\u0027illegittimit\u0026#224; \r\n costituzionale dell\u0027art. 47 della legge 26 luglio 1975, n. 354, nella \r\n parte in cui non consente che valga come espiazione di pena il periodo \r\n di affidamento in prova al servizio sociale, in caso di annullamento \r\n del provvedimento di ammissione\". Come risulta dalla narrativa in fatto \r\n di detta sentenza, le fattispecie oggetto dei giudizi a quibus \r\n concernevano due casi di annullamento di provvedimenti di affidamento \r\n in prova al servizio sociale, motivati: a) dall\u0027essere stato il \r\n trattamento disposto prima del decorso del termine minimo di tre mesi \r\n dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna, richiesto \r\n dall\u0027art. 47 ord. penit. ai fini dell\u0027osservazione della personalit\u0026#224; \r\n in istituto (proc. Talluto); b) dalla sopravvenienza di altra sentenza \r\n di condanna a pena che, cumulata con quella in relazione alla quale \r\n l\u0027affidamento in prova era stato disposto, superava il limite di due \r\n anni e sei mesi previsto dal medesimo art. 47 come condizione per \r\n l\u0027applicabilit\u0026#224; della misura (proc. Reinhart). \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"DT\"\u003e Nel caso ora in esame, era oggetto di impugnativa innanzi alla \r\n Corte rimettente il provvedimento di revoca, da parte della Sezione di \r\n sorveglianza di Roma, dell\u0027affidamento in prova di Ferraro Luciano \r\n precedentemente disposto dalla Sezione di sorveglianza de L\u0027Aquila; \r\n revoca determinata dalla sopravvenuta considerazione, in sede \r\n esecutiva, di una sentenza di condanna non computata nel precedente \r\n provvedimento di cumulo e dalla conseguente fissazione della pena \r\n espianda, in sede di nuovo cumulo, in una misura superiore ai due anni \r\n e sei mesi di reclusione. \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"DT\"\u003e Trattasi, quindi, di un caso di caducazione del provvedimento in \r\n tutto analogo, quanto a presupposti ed effetti, a quelli \r\n precedentemente esaminati, ed in particolare a quello descrittto sub \r\n b). Ed \u0026#232; evidente che, sul piano della valutazione di legittimit\u0026#224; \r\n costituzionale, vanno unitariamente considerati tanto i casi di \r\n annullamento, quanto quelli di revoca per cause originarie o - come \r\n nella specie - sopravvenute di inammissibilit\u0026#224; dell\u0027affidamento in \r\n prova al servizio sociale: a nulla rilevando, a tali fini, la diversa \r\n denominazione dei provvedimenti terminativi. \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"DT\"\u003e Anche rispetto alle ipotesi di revoca fondate su ragioni diverse \r\n dall\u0027esito negativo della prova deve, quindi, ribadirsi quanto ritenuto \r\n nella citata decisione n. 185 del 1985: che non \u0026#232; cio\u0026#232; , \"neppure \r\n pensabile\" - alla stregua del disposto dell\u0027art. 13 Cost. - \"che... il \r\n periodo effettivamente trascorso in affidamento in ottemperanza alle \r\n specifiche prescrizioni imposte al condannato, venga, viceversa, \r\n considerato come non mai trascorso ovvero inutilmente trascorso\", con \r\n la conseguenza che esso va computato nella pena da espiare. \u003c/P\u003e","diritto_testo_tc":"","motivazioni":"\u003cP id\u003d\"MO\"\u003e \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"MOA1\"\u003e per questi motivi \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"MOA2\"\u003e LA CORTE COSTITUZIONALE \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"MOT\"\u003e \u003cI\u003edichiara\u003c/I\u003e l\u0027illegittimit\u0026#224; costituzionale dell\u0027art. 47 della legge \r\n 26 luglio 1975, n. 354, nella parte in cui non prevede che valga come \r\n espiazione di pena il periodo di affidamento in prova al servizio \r\n sociale, nel caso di revoca del provvedimento di ammissione per motivi \r\n non dipendenti dall\u0027esito negativo della prova. \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"MOT\"\u003e Cos\u0026#236; deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della \r\n Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 3 dicembre 1985. \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003e F.to: LIVIO PALADIN - ORONZO REALE - \r\n ALBERTO MALAGUGINI - ANTONIO LA \r\n PERGOLA - VIRGILIO ANDRIOLI - \r\n GIUSEPPE FERRARI - FRANCESCO SAJA - \r\n GIOVANNI CONSO - ETTORE GALLO - ALDO \r\n CORASANITI - GIUSEPPE BORZELLINO - \r\n RENATO DELL\u0027ANDRO. \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"MOFCA\"\u003e GIOVANNI VITALE - Cancelliere \u003c/P\u003e","motivazioni_tc":"","cem_anno":"","cem_numero":"","cem_rigetto":"","oggetto":"","flag_anonimizzazione":"","label_redattore":"Redattore","label_relatore":"Relatore","elencoMassime":[{"numero_massima":"11216","titoletto":"SENT. 312/85. ORDINAMENTO PENITENZIARIO - AFFIDAMENTO IN PROVA AL SERVIZIO SOCIALE - REVOCA DEL PROVVEDIMENTO DI AMMISSIONE PER MOTIVI NON DIPENDENTI DALL\u0027ESITO NEGATIVO DELLA PROVA - NON COMPUTABILITA\u0027 DEL PERIODO TRASCORSO AI FINI DELLA ESPIAZIONE DELLA PENA - IRRAZIONALITA\u0027 - ILLEGITTIMITA\u0027 COSTITUZIONALE IN PARTE QUA. - l 26 luglio 1975, n. 354, art. 47. - cst art. 13.","testo":"Nelle ipotesi di revoca del provvedimento di affidamento in prova al servizio sociale fondata su ragioni diverse dall\u0027esito negativo della prova, e\u0027 irragionevole, alla stregua del disposto dell\u0027art. 13 Cost., che il periodo effettivamente trascorso in affidamento, in ottemperanza alle specifiche prescrizioni imposte al condannato, venga, viceversa, considerato come mai trascorso o comunque inutilmente trascorso. Pertanto, deve essere dichiarato costituzionalmente illegittimo l\u0027art. 47 della legge 26 luglio 1975, n. 354, nella parte in cui non prevede che valga come espiazione di pena il periodo di affidamento in prova nel caso di revoca del provvedimento di ammissione per motivi non dipendenti dall\u0027esito negativo della prova. - S. n. 185/1985.","elencoAtti":[],"elencoRiferimenti":[{"denominazione_legge":"legge","data_legge":"26/07/1975","numero":"354","articolo":"47","specificazione_articolo":"","comma":"0","specificazione_comma":"","nesso":"","link_norma_attiva":"http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge;354~art47"}],"elencoParametri":[{"denominazione_legge":"Costituzione","data_legge":"","numero":"0","articolo":"13","specificazione_articolo":"","comma":"0","specificazione_comma":"","nesso":""}],"elencoAltriParametri":[]}],"elencoNote":[{"id_nota":"7704","autore":"BALZAROTTI M.L.","titolo":"SUI RAPPORTI TRA REVOCA \"ATIPICA\" DELL\u0027AFFIDAMENTO IN PROVA E PRINCIPIO DI INTANGIBILITA\u0027 DEL GIUDICATO","descrizione":"Nota a commento","titolo_rivista":"Giurisprudenza costituzionale","anno_rivista":"1986","numero_rivista":"","parte_rivista":"I","sezione_rivista":"","pagina_rivista":"708","note_abstract":"","collocazione":"","descrizione_autorita":"","link_autorita":"","existFile":true},{"id_nota":"7927","autore":"CROSTI B.","titolo":"SULLA REVOCA DELL\u0027AFFIDAMENTO AL SERVIZIO SOCIALE PER CAUSE NON DIPENDENTI DALL\u0027ESITO NEGATIVO DELLA PROVA","descrizione":"Nota a commento","titolo_rivista":"Cassazione penale","anno_rivista":"1986","numero_rivista":"","parte_rivista":"","sezione_rivista":"","pagina_rivista":"1689","note_abstract":"","collocazione":"C.83 - A.127","descrizione_autorita":"","link_autorita":"","existFile":true}],"pronunceCorrette":[]}}" ] ] |
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