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Aldo CORASANITI; \r\n Giudici: prof. Giuseppe BORZELLINO, dott. Francesco GRECO, prof. \r\n Gabriele PESCATORE, avv. Ugo SPAGNOLI, prof. Francesco Paolo \r\n CASAVOLA, prof. Vincenzo CAIANIELLO, avv. Mauro FERRI, prof. Luigi \r\n MENGONI, prof. Enzo CHELI, dott. Renato GRANATA, prof. Giuliano \r\n VASSALLI, prof. Francesco GUIZZI, prof. Cesare MIRABELLI; \u003c/P\u003e","membri_tc":"","inizio_testo":"\u003cP id\u003d\"I\"\u003e \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IA1\"\u003e ha pronunciato la seguente \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IA2\"\u003e ORDINANZA \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IT\"\u003e nel giudizio di legittimit\u0026#224; costituzionale dell\u0027art. 70, n. 5, della \r\n legge 10 aprile 1954, n. 113 (Stato degli Ufficiali dell\u0027Esercito, \r\n della Marina e dell\u0027Aeronautica), promosso con ordinanza emessa il 4 \r\n novembre 1991 dal T.a.r. del Lazio sul ricorso proposto da Gianadelio \r\n Maletti contro il Ministero della difesa, iscritta al n. 177 del \r\n registro ordinanze 1992 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della \r\n Repubblica n. 16, prima serie speciale, dell\u0027anno 1992; \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IT\"\u003e Visto l\u0027atto di intervento del Presidente del Consiglio dei \r\n ministri; \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IT\"\u003e Udito nella camera di consiglio del 7 ottobre 1992 il Giudice \r\n relatore Giuseppe Borzellino; \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IT\"\u003e Ritenuto che con ordinanza emessa il 4 novembre 1991 e depositata \r\n il 18 gennaio 1992, il T.a.r. del Lazio, Sez. I-bis, nel giudizio \r\n promosso da Gianadelio Maletti contro il Ministero della difesa per \r\n l\u0027annullamento del provvedimento di cessazione dal servizio per \r\n perdita del grado a decorrere dal 1\u0026#176; ottobre 1981 (in relazione alla \r\n condanna penale dallo stesso gen. Maletti riportata per il reato di \r\n cui all\u0027art. 479 c.p.), ha sollevato la questione di legittimit\u0026#224; \r\n costituzionale dell\u0027art.70, n. 5, della legge 10 aprile 1954, n. 113, \r\n che prevede l\u0027automatica perdita del grado e, di conseguenza, la \r\n rimozione per effetto di sentenza penale di condanna, in riferimento \r\n all\u0027art. 3 Cost; \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IT\"\u003e che \u0026#232; intervenuta in giudizio, per il Presidente del Consiglio \r\n dei ministri, l\u0027Avvocatura generale dello Stato, che ha concluso per \r\n l\u0027inammissibilit\u0026#224; o, comunque, l\u0027infondatezza della questione. \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IT\"\u003e Considerato che oggetto del giudizio a quo \u0026#232; l\u0027impugnazione del \r\n provvedimento con il quale l\u0027Amministrazione ha disposto nei \r\n confronti del gen. Gianadelio Maletti la \"automatica\" perdita del \r\n grado - con conseguente rimozione - in relazione ad una sentenza \r\n penale di condanna dallo stesso subita; \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IT\"\u003e che in tale fattispecie di destituzione senza procedimento \r\n disciplinare trova applicazione l\u0027art. 9, primo comma, della legge 7 \r\n febbraio 1990, n.19 (pure menzionata dai remittenti), con cui (sulla \r\n scorta di quanto deciso da questa Corte con sentenza n. 971 del 1988) \r\n \u0026#232; stato disposto che \"il pubblico dipendente non pu\u0026#242; essere \r\n destituito di diritto a seguito di condanna penale\" e che \"\u0026#232; \r\n abrogata ogni contraria disposizione di legge\" (salva, ovviamente, \r\n l\u0027inflizione della destituzione all\u0027esito del procedimento \r\n disciplinare, ove ne sussistano i presupposti); \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IT\"\u003e che pertanto, essendosi censurata una disposizione normativa \r\n ormai abrogata, la questione sollevata difetta di rilevanza e va \r\n dichiarata manifestamente inammissibile (cfr. sentenze n. 134 del \r\n 1992; n. 415 del 1991; nonch\u0026#233;, in tema di applicabilit\u0026#224; della legge \r\n n. 19 del 1990, le ordinanze n. 113 del 1991 e n. 130 del 1990); \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IT\"\u003e Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. \r\n 87, e 9, secondo comma, delle Norme integrative per i giudizi davanti \r\n alla Corte costituzionale. \u003c/P\u003e","inizio_testo_tc":"","fatto_testo":"","fatto_testo_tc":"","diritto_testo":"","diritto_testo_tc":"","motivazioni":"\u003cP class\u003d\"MOA1\"\u003e per questi motivi \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"MOA2\"\u003e LA CORTE COSTITUZIONALE \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"MOT\"\u003e \u003cI\u003eDichiara\u003c/I\u003e la manifesta inammissibilit\u0026#224; della questione di \r\n legittimit\u0026#224; costituzionale dell\u0027art. 70 n. 5, legge 10 aprile 1954, \r\n n. 113 (Stato degli Ufficiali dell\u0027Esercito, della Marina e \r\n dell\u0027Aeronautica), in riferimento all\u0027art. 3 Cost., sollevata dal \r\n T.A.R. del Lazio con l\u0027ordinanza in epigrafe. \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"MOT\"\u003e Cos\u0026#236; deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, \r\n Palazzo della Consulta, il 19 ottobre 1992. \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"MOF1\"\u003e Il Presidente: CORASANITI \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"MOF2\"\u003e Il redattore: BORZELLINO \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"MOF3\"\u003e Il cancelliere: DI PAOLA \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"MOF4\"\u003e Depositata in cancelleria il 26 ottobre 1992. \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"MOF5\"\u003e Il direttore della cancelleria: DI PAOLA \u003c/P\u003e\r\n\u003cP id\u003d\"MO\"\u003e \u003c/P\u003e","motivazioni_tc":"","cem_anno":"","cem_numero":"","cem_rigetto":"","oggetto":"","flag_anonimizzazione":"","label_redattore":"Redattore","label_relatore":"Relatore","elencoMassime":[{"numero_massima":"18835","titoletto":"ORD. 403/92. FORZE ARMATE - STATO GIURIDICO DEGLI UFFICIALI DELL\u0027ESERCITO - UFFICIALI CONDANNATI PER DELITTI NON COLPOSI CON SENTENZA PASSATA IN GIUDICATO - PREVISIONE DELL\u0027AUTOMATICA RIMOZIONE E PERDITA DEL GRADO - PROSPETTATA DISPARITA\u0027 DI TRATTAMENTO RISPETTO AI PUBBLICI DIPENDENTI PER I QUALI, A SEGUITO DELLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE N. 971/1988 E DELLA LEGGE N. 19/1990, NON E\u0027 PIU\u0027 VIGENTE IL CORRISPONDENTE ISTITUTO DELL\u0027AUTOMATICA DESTITUZIONE DI DIRITTO A SEGUITO DI CONDANNA PENALE - MANIFESTA INAMMISSIBILITA\u0027 DELLA QUESTIONE PER DIFETTO DI RILEVANZA.","testo":"Manifesta inammissibilita\u0027 della questione in quanto relativa a norma non applicabile nel giudizio \u0027a quo\u0027 perche\u0027 abrogata. - In senso conforme v. S. nn. 134/1992 e 415/1991. - In tema di applicabilita\u0027 della legge 7 febbraio 1990 n. 19 (abrogativa dell\u0027istituto della destituzione automatica a seguito di condanna penale) v. sent. nn. 130/1990 e 113/1991.","elencoAtti":[],"elencoRiferimenti":[{"denominazione_legge":"legge","data_legge":"10/04/1954","numero":"113","articolo":"70","specificazione_articolo":"n. 5","comma":"0","specificazione_comma":"","nesso":"","link_norma_attiva":"http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge;113~art70"}],"elencoParametri":[{"denominazione_legge":"Costituzione","data_legge":"","numero":"0","articolo":"3","specificazione_articolo":"","comma":"0","specificazione_comma":"","nesso":""}],"elencoAltriParametri":[]}],"elencoNote":[{"id_nota":"12106","autore":"TRAVI A.","titolo":"RILEVANZA DELLA QUESTIONE DI LEGITTIMITA\u0027 COSTITUZIONALE DI DISPOSIZIONI ABROGATE E DESTITUZIONE DI DIRITTO DEL PUBBLICO DIPENDENTE","descrizione":"Nota a commento","titolo_rivista":"Giurisprudenza costituzionale","anno_rivista":"1992","numero_rivista":"5","parte_rivista":"","sezione_rivista":"","pagina_rivista":"3482","note_abstract":"","collocazione":"","descrizione_autorita":"","link_autorita":"","existFile":true}],"pronunceCorrette":[]}}" ] ] |
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