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CAPPI  rel. CAPPI                          \u003c/P\u003e","sommario_tc":"","membri":"\u003cP id\u003d\"ME\"\u003e \u003c/P\u003e\r\n\u003cP id\u003d\"MEA3\"\u003e                         LA CORTE COSTITUZIONALE                          \u003c/P\u003e\r\n\u003cP id\u003d\"MEE\"\u003e     composta dai signori:  Avv.  GIUSEPPE  CAPPI,  Presidente  -  Prof.  \r\n GASPARE  AMBROSINI  -  Dott.  MARIO  COSATTI - Prof. FRANCESCO PANTALEO  \r\n GABRIELI - Prof.  GIUSEPPE CASTELLI AVOLIO - Prof. ANTONINO  PAPALDO  -  \r\n Prof.   NICOLA  JAEGER  -  Prof.  GIOVANNI  CASSANDRO  -  Prof.  BIAGIO  \r\n PETROCELLI -  Dott.  ANTONIO  MANCA  -  Prof.  ALDO  SANDULLI  -  Prof.  \r\n GIUSEPPE BRANCA - Prof. MICHELE FRAGALI, Giudici,                        \u003c/P\u003e","membri_tc":"","inizio_testo":"\u003cP id\u003d\"I\"\u003e \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IA1\"\u003e ha pronunciato la seguente                                               \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IA2\"\u003e                                SENTENZA                                  \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IT\"\u003e     nel  giudizio  di legittimit\u0026#224; costituzionale della norma contenuta  \r\n nell\u0027art. 121 del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza approvato  con  \r\n R.D.  18  giugno  1931,  n.  773, promosso con ordinanza   emessa il 28  \r\n maggio 1960 dal Pretore di Milano nel procedimento  penale a carico  di  \r\n Zagaria  Cosimo,  iscritta  al  n.  82  del Registro   ordinanze 1960 e  \r\n pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica  n.  284  del  19  \r\n novembre 1960.                                                           \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IT\"\u003e     Vista  la  dichiarazione di intervento del Presidente del Consiglio  \r\n dei Ministri;                                                            \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IT\"\u003e     udita nell\u0027udienza pubblica del 15 febbraio 1961 la  relazione  del  \r\n Presidente Giuseppe Cappi;                                               \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IT\"\u003e     udito   il   sostituto   avvocato  generale  dello  Stato  Giuseppe  \r\n Guglielmi, per il Presidente del Consiglio dei Ministri.                 \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"IT\"\u003e                            \u003c/P\u003e","inizio_testo_tc":"","fatto_testo":"\u003cP class\u003d\"FR\"\u003e                           Ritenuto in fatto:                             \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"FT\"\u003e     Nel corso del dibattimento davanti al Pretore di Milano,  a  carico  \r\n di  Zagaria  Cosimo,  imputato di contravvenzione all\u0027art. 121 del T.U.  \r\n delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18  giugno  1931,  \r\n n.  773,  per  avere esercitato abusivamente il  mestiere di custode di  \r\n auto, la difesa  dell\u0027imputato  sollev\u0026#242;    eccezione  di  legittimit\u0026#224;  \r\n costituzionale  del  citato  articolo.  Si sostenne che, non essendo il  \r\n mestiere di custode d\u0027auto espressamente  preveduto dall\u0027art.  121  per  \r\n gli  adempimenti  ivi  richiesti - cio\u0026#232;  la \"iscrizione in un registro  \r\n apposito presso l\u0027autorit\u0026#224; locale di pubblica sicurezza\"  -  il  farlo  \r\n rientrare  nella  generica  categoria di \"mestieri analoghi\", enunciata  \r\n nello   stesso   articolo,      implicherebbe   un   procedimento    di  \r\n interpretazione analogica, in  contrasto col secondo comma dell\u0027art. 25  \r\n della  Costituzione.  Il  Pretore,  con  ordinanza  del 28 maggio 1960,  \r\n premesso che, a suo avviso, il  secondo comma del citato art. 25 \"oltre  \r\n che sancire il principio della irretroattivit\u0026#224; sancisce  anche  quello  \r\n della tassativit\u0026#224; della legge penale, il quale esclude la possibilit\u0026#224;  \r\n della   interpretazione   analogica\",   ritenuta   la   questione   non  \r\n manifestamente infondata  e rilevante ai fini del giudizio,  il  quale,  \r\n non  potrebbe  essere    definito  \"indipendentemente dalla risoluzione  \r\n della questione  di    legittimit\u0026#224;  costituzionale  della  espressione  \r\n \u0027mestieri   analoghi\u0027\",    rimise  gli  atti  a  questa  Corte  per  la  \r\n risoluzione della predetta  questione.                                   \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"FT\"\u003e                          \u003c/P\u003e","fatto_testo_tc":"","diritto_testo":"\u003cP class\u003d\"DD\"\u003e                         Considerato in diritto:                          \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"DT\"\u003e     La Corte ritiene non fondata la proposta questione di  legittimit\u0026#224;  \r\n costituzionale.  \u0026#200;  noto che il principio in virt\u0026#249; del  quale nessuno  \r\n pu\u0026#242; essere punito per un fatto che  non  sia  espressamente  preveduto  \r\n come  reato  dalla  legge  (art. 1, Cod.   pen.) non \u0026#232;   attuato nella  \r\n legislazione penale seguendo sempre un criterio di rigorosa descrizione  \r\n del fatto. Spesso  le  norme  penali  si  limitano  a  una  descrizione  \r\n sommaria,  o  all\u0027uso di espressioni meramente  indicative, realizzando  \r\n nel miglior modo possibile l\u0027esigenza di   una  previsione  tipica  dei  \r\n fatti  costituenti  reato.  In  taluni  casi  le    norme penali, nella  \r\n determinazione  del  fatto  punibile,  si  avvalgono   di   indicazioni  \r\n estensive  (es.:  artt.    600, 601, 602,705,708, 710, ecc. Cod. pen.),  \r\n ovvero anche, come appunto  nella  norma    impugnata,  di  indicazioni  \r\n esemplificative,  pi\u0026#249;  o  meno  numerose, le quali a un certo punto si  \r\n chiudono con espressioni come \"e simili\", \"e altri  simili\",  \"e  altri  \r\n analoghi\".                                                               \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"DT\"\u003e     In  tali  casi,  ufficio  dell\u0027interprete  non  \u0026#232; di applicare per  \r\n analogia la norma a casi da essa non previsti,  bens\u0026#236;  di  attuare  il  \r\n procedimento  ordinario di interpretazione, anche se diretto ad operare  \r\n la inserzione di un caso in  una  fattispecie  molto  ampia  e  di  non  \r\n agevole delimitazione.                                                   \u003c/P\u003e","diritto_testo_tc":"","motivazioni":"\u003cP id\u003d\"MO\"\u003e \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"MOA1\"\u003e                            per questi motivi                             \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"MOA2\"\u003e                         LA CORTE COSTITUZIONALE                          \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"MOT\"\u003e     \u003cI\u003edichiara\u003c/I\u003e  non  fondata la questione di legittimit\u0026#224; costituzionale,  \r\n proposta dal Pretore di Milano con  l\u0027ordinanza  del  28  maggio  1960,  \r\n della  norma  contenuta  nell\u0027art. 121 del T.U. delle leggi di pubblica  \r\n sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n.   773, in  riferimento  \r\n all\u0027art. 25 della Costituzione.                                          \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"MOT\"\u003e     Cos\u0026#236;  deciso  in  Roma,  nella  sede  della  Corte costituzionale,  \r\n Palazzo della Consulta, il 23 maggio 1961.                               \u003c/P\u003e\r\n\u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003e                                   GIUSEPPE CAPPI - GASPARE AMBROSINI  -  \r\n                                   MARIO  COSATTI  -  FRANCESCO PANTALEO  \r\n                                   GABRIELI - GIUSEPPE CASTELLI AVOLIO -  \r\n                                   ANTONINO PAPALDO -  NICOLA  JAEGER  -  \r\n                                   GIOVANNI     CASSANDRO    -    BIAGIO  \r\n                                   PETROCELLI -  ANTONIO  MANCA  -  ALDO  \r\n                                   SANDULLI  - GIUSEPPE BRANCA - MICHELE  \r\n                                   FRAGALI.                               \u003c/P\u003e","motivazioni_tc":"","cem_anno":"","cem_numero":"","cem_rigetto":"","oggetto":"","flag_anonimizzazione":"","label_redattore":"Redattore","label_relatore":"Relatore","elencoMassime":[{"numero_massima":"1232","titoletto":"SENT. 27/61. REATI E PENE - PRINCIPIO \"NULLUM CRIMEN SINE LEGE\" - ATTUAZIONE  CONCRETA  DEL  PRINCIPIO  NELLA LEGISLAZIONE PENALE - DESCRIZIONE  SOMMARIA  O  ESEMPLIFICATIVA  DEL  REATO  -  COMPITO DELL\u0027INTERPRETE. SICUREZZA  PUBBLICA  - MESTIERI GIROVAGHI - OBBLIGO DI ISCRIZIONE NEI  REGISTRI  DELL\u0027AUTORITA\u0027  DI  P.S.  - ART. 121 T.U. LEGGI DI P.S.:   ESPRESSIONE   \"MESTIERI   ANALOGHI\"   -   ESCLUSIONE   DI ILLEGITTIMITA\u0027  COSTITUZIONALE.","testo":"Il  principio per cui nessuno puo\u0027 essere punito per un fatto che non  sia  espressamente  preveduto come reato dalla legge, non e\u0027 sempre   attuato  nella  legislazione  penale  per  mezzo  di una rigorosa  descrizione  della  fattispecie  tipica  prevista  come reato,  ma  talora  e\u0027 attuato con una descrizione sommaria dalla fattispecie  o  con  l\u0027uso  di espressioni meramente indicative o estensive o esemplificative. Inserire  in  queste  ipotesi  il caso concreto nella fattispecie tipica  prevista  dal legislatore, sia anche questa molto ampia e di non facile delimitazione, e\u0027 sempre opera di interpretazione e non di applicazione analogica. E\u0027 percio\u0027 infondata  la questione di legittimita\u0027 costituzionale dell\u0027art.  121 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, sollevata   per   il   motivo   che   quest\u0027articolo   adoperando l\u0027espressione  \"mestieri  analoghi\", dopo l\u0027indicazione specifica di   alcuni   mestieri   girovaghi  per  i  quali  e\u0027  prescritta l\u0027iscrizione  nei  registri dell\u0027autorita\u0027 di pubblica sicurezza, postulerebbe  la  necessita\u0027 di  un\u0027applicazione  analogica della norma  a casi che non sono espressamente previsti, violando cosi\u0027 il  principio  della  tassativita\u0027  della  legge  penale, sancito nell\u0027art. 25 della Costituzione.","elencoAtti":[],"elencoRiferimenti":[{"denominazione_legge":"regio decreto","data_legge":"18/06/1931","numero":"773","articolo":"121","specificazione_articolo":"","comma":"0","specificazione_comma":"","nesso":"","link_norma_attiva":"http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:regio.decreto;773~art121"},{"denominazione_legge":"codice penale","data_legge":"","numero":"0","articolo":"1","specificazione_articolo":"","comma":"0","specificazione_comma":"","nesso":"","link_norma_attiva":""}],"elencoParametri":[{"denominazione_legge":"Costituzione","data_legge":"","numero":"0","articolo":"25","specificazione_articolo":"","comma":"0","specificazione_comma":"","nesso":""}],"elencoAltriParametri":[]}],"elencoNote":[{"id_nota":"534","autore":"ESPOSITO C.","titolo":"L\u0027ART. 25 DELLA COSTITUZIONE E L\u0027ART. 1 DEL CODICE PENALE","descrizione":"Nota a commento","titolo_rivista":"Giurisprudenza costituzionale","anno_rivista":"1961","numero_rivista":"","parte_rivista":"","sezione_rivista":"","pagina_rivista":"537","note_abstract":"","collocazione":"","descrizione_autorita":"","link_autorita":"","existFile":true},{"id_nota":"535","autore":"GROSSO C.F.","titolo":"L\u0027ART. 121 T.U. 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