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D.V., con ordinanza del 14 febbraio 2022, iscritta al n. 41 del registro ordinanze 2022 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 17, prima serie speciale, dell\u0026#8217;anno 2022.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eVisto l\u0026#8217;atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eudito nella camera di consiglio del 22 febbraio 2023 il Giudice relatore Francesco Vigan\u0026#242;; \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003edeliberato nella camera di consiglio del 23 febbraio 2023.\r\n\u003c/P\u003e \u003cBR\u003e\u003cP class\u003d\"IT\"\u003eRitenuto che il Giudice di pace di Livorno ha sollevato questioni di legittimit\u0026#224; costituzionale dell\u0026#8217;art. 14, comma 1-bis, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell\u0026#8217;immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, nella parte in cui prevede la multa da 3.000 a 18.000 euro \u0026#171;anzich\u0026#233; prevedere l\u0026#8217;ammenda e nella misura inferiore, ritenuta congrua alla violazione suddetta\u0026#187;;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche il rimettente deve giudicare della responsabilit\u0026#224; penale di un imputato al quale il pubblico ministero contesta il delitto di cui all\u0026#8217;art. 14, comma 1-bis, t.u. immigrazione, per aver violato l\u0026#8217;obbligo di firma impostogli dal Questore di Livorno nelle more del procedimento di allontanamento dal territorio nazionale, in conseguenza di un previo provvedimento prefettizio di espulsione;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, osserva il giudice a quo, la sanzione pecuniaria prevista dalla disposizione censurata \u0026#232;, nel massimo, pi\u0026#249; elevata di quella prevista dal comma 5-ter del medesimo art. 14 t.u. immigrazione, che \u0026#8211; nell\u0026#8217;ipotesi di espulsione disposta ai sensi dell\u0026#8217;art. 13, comma 5, t.u. immigrazione \u0026#8211; spazia da un minimo di 6.000 a un massimo di 15.000 euro, pur essendo tale delitto pi\u0026#249; grave di quello previsto dal comma 1-bis, oggetto dei dubbi di legittimit\u0026#224; costituzionale;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, d\u0026#8217;altra parte, la disposizione censurata configura come delitto una condotta costituita dalla mera inosservanza di un ordine dell\u0026#8217;autorit\u0026#224;, la quale costituisce ordinariamente una mera contravvenzione ai sensi dell\u0026#8217;art. 650 del codice penale, suscettibile peraltro di estinzione per effetto di oblazione ex art. 162-bis cod. pen.;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche ci\u0026#242; darebbe luogo a una violazione del principio di uguaglianza e del diritto di difesa, oltre che dei \u0026#171;principi di proporzionalit\u0026#224; e di gradualit\u0026#224; della pena, in violazione anche della Dir. 2008/115/CE\u0026#187;;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche \u0026#232; intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall\u0026#8217;Avvocatura generale dello Stato, sostenendo anzitutto l\u0026#8217;inammissibilit\u0026#224; delle questioni;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche infatti, secondo l\u0026#8217;interveniente, il giudice a quo avrebbe omesso di fornire un\u0026#8217;interpretazione conforme alla Costituzione della disposizione censurata, a fronte dell\u0026#8217;inesistenza di un diritto vivente \u0026#171;contra Constitutionem\u0026#187;;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, nel merito, le questioni sarebbero comunque manifestamente infondate;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche la configurazione della violazione come delitto risulterebbe del tutto coerente con l\u0026#8217;intero impianto sanzionatorio in materia di immigrazione clandestina, volto ad apprestare una tutela rafforzata del bene giuridico rappresentato dal controllo e gestione dei flussi migratori;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche tale considerazione svuoterebbe di fondamento la censura relativa alla pretesa violazione dell\u0026#8217;art. 24 Cost., imperniata sulla impossibilit\u0026#224; per l\u0026#8217;imputato di ottenere l\u0026#8217;estinzione del reato mediante l\u0026#8217;oblazione di cui all\u0026#8217;art. 162-bis cod. pen.;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche nemmeno sussisterebbe una irragionevole disparit\u0026#224; di trattamento rispetto alla previsione sanzionatoria di cui all\u0026#8217;art. 14, comma 5-ter, t.u. immigrazione, che peraltro prevede un minimo edittale significativamente pi\u0026#249; elevato di quello contemplato dalla disposizione censurata, e che comunque non sanzionerebbe un fatto pi\u0026#249; grave di quello previsto dal comma 1-bis;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, in ogni caso, dovrebbe escludersi che la cornice edittale sottoposta all\u0026#8217;attenzione di questa Corte vincoli il giudice ad irrogare pene manifestamente sproporzionate per eccesso rispetto alla gravit\u0026#224; dei fatti da essa sanzionati.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eConsiderato che il rimettente censura, in sostanza, da un lato la manifesta eccessivit\u0026#224; della sanzione comminata dalla disposizione censurata in rapporto a quella prevista in due tertia comparationis \u0026#8211; l\u0026#8217;art. 14, comma 5-ter, t.u. immigrazione e l\u0026#8217;art. 650 cod. pen. \u0026#8211;, con conseguente violazione dell\u0026#8217;art. 3 Cost.; e dall\u0026#8217;altro denuncia la mancata possibilit\u0026#224; di accesso dell\u0026#8217;imputato all\u0026#8217;oblazione con effetto estintivo del reato, che discende dalla configurazione del reato come delitto e non come contravvenzione, assumendo che ci\u0026#242; determini la violazione, altres\u0026#236;, dell\u0026#8217;art. 24 Cost.;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche non \u0026#232; fondata l\u0026#8217;eccezione dell\u0026#8217;Avvocatura generale dello Stato, secondo cui il rimettente avrebbe omesso di esperire un tentativo di interpretazione costituzionalmente conforme della disposizione censurata, dal momento che le sue doglianze sono rivolte contro una cornice edittale stabilita dal legislatore in termini precisi, non suscettibili di dar adito ad alcun dubbio interpretativo, e che lo stesso rimettente considera per\u0026#242; in contrasto con i parametri costituzionali evocati;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, nel merito, le censure formulate dal rimettente sono tuttavia manifestamente infondate;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, anzitutto, l\u0026#8217;allegata violazione dell\u0026#8217;art. 3 Cost. \u0026#232; motivata unicamente \u0026#8211; salvo un cursorio riferimento alla disciplina della direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno \u0026#232; irregolare, che resta per\u0026#242; privo di ogni sviluppo argomentativo e non sfocia in un\u0026#8217;autonoma questione di legittimit\u0026#224; costituzionale in riferimento agli artt. 11 e 117, primo comma, Cost. \u0026#8211; sotto il profilo della irragionevole disparit\u0026#224; di trattamento rispetto ai due tertia comparationis sopra indicati;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, secondo il rimettente, il primo di tali tertia \u0026#8211; l\u0026#8217;art. 14, comma 5-ter, t.u. immigrazione \u0026#8211; prevederebbe un trattamento sanzionatorio meno gravoso di quello stabilito dalla disposizione censurata, pur essendo pi\u0026#249; grave la condotta da esso punita;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, per\u0026#242;, l\u0026#8217;art. 14, comma 5-ter, t.u. immigrazione commina effettivamente una sanzione meno elevata nel massimo (15.000 euro) rispetto a quella contemplata nella disposizione censurata (18.000 euro), ma stabilisce \u0026#8211; al contempo \u0026#8211; una sanzione pi\u0026#249; gravosa nel minimo (6.000 euro) rispetto a quella di 3.000 euro, prevista dal comma 1-bis;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, pertanto, un eventuale accoglimento della questione sollevata con riferimento al primo tertium \u0026#8211; accoglimento che, peraltro, il rimettente neppure prospetta nelle proprie conclusioni \u0026#8211; condurrebbe all\u0026#8217;assurdo risultato di vincolarlo, nel giudizio a quo, all\u0026#8217;irrogazione di una pena pari al doppio a quella minima oggi prevista dalla disposizione censurata, con conseguente aggravamento del vizio di manifesta sproporzionalit\u0026#224; prospettato;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, quanto all\u0026#8217;art. 650 cod. pen., questa Corte ha pi\u0026#249; volte escluso che esso possa costituire idoneo tertium comparationis rispetto alle disposizioni del testo unico sull\u0026#8217;immigrazione che sanzionino violazioni commesse dallo straniero sottoposto a una procedura di espulsione, in ragione della particolare rilevanza per l\u0026#8217;ordinamento del bene giuridico da esse tutelato \u0026#8211; il controllo e la gestione dei flussi migratori \u0026#8211; rispetto al generico interesse al rispetto degli ordini dell\u0026#8217;autorit\u0026#224; tutelato dall\u0026#8217;art. 650 cod. pen. (sentenza n. 22 del 2007; ordinanze n. 52 del 2008, n. 354 e n. 167 del 2007);\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, d\u0026#8217;altra parte, lo stesso rimettente vorrebbe sostituire all\u0026#8217;attuale trattamento sanzionatorio previsto dalla disposizione censurata non gi\u0026#224; l\u0026#8217;intera cornice contemplata dall\u0026#8217;art. 650 cod. pen. (l\u0026#8217;arresto fino a tre mesi o l\u0026#8217;ammenda fino a 206 euro), bens\u0026#236; unicamente il segmento relativo alla pena pecuniaria, manipolando cos\u0026#236; arbitrariamente la stessa scelta sanzionatoria legislativa compiuta in relazione al tertium comparationis: con conseguente auspicata creazione, ad opera di questa Corte, di una cornice edittale del tutto nuova, non riconducibile ad alcuna soluzione \u0026#8220;costituzionalmente adeguata\u0026#8221; preesistente nell\u0026#8217;ordinamento (come, invece, \u0026#232; accaduto, ex multis, nelle sentenze n. 95 e n. 28 del 2022, n. 63 del 2021, n. 252 e n. 224 del 2020, n. 99 e n. 40 del 2019, n. 222 del 2018);\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, alla luce di tali considerazioni, deve ritenersi manifestamente infondata la censura di irragionevole disparit\u0026#224; di trattamento rispetto a entrambi i tertia comparationis indicati;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche dall\u0026#8217;evidenziata eterogeneit\u0026#224; della contravvenzione di cui all\u0026#8217;art. 650 cod. pen. discende, altres\u0026#236;, la manifesta infondatezza della censura formulata con riferimento all\u0026#8217;art. 24 Cost., basata a sua volta unicamente sull\u0026#8217;asserita irragionevole disparit\u0026#224; di trattamento dell\u0026#8217;imputato del delitto in esame rispetto a colui al quale sia contestata la contravvenzione ex art. 650 cod. pen., che ha la possibilit\u0026#224; di ottenere una declaratoria di estinzione del reato previa oblazione, ai sensi dell\u0026#8217;art. 162-bis cod. pen.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eVisti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 11, comma 1, delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.\r\n\u003c/P\u003e","inizio_testo_tc":"","fatto_testo":"","fatto_testo_tc":"","diritto_testo":"","diritto_testo_tc":"","motivazioni":"\u003cP class\u003d\"MOA1\"\u003eper questi motivi\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOA2\"\u003eLA CORTE COSTITUZIONALE\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOT\"\u003edichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimit\u0026#224; costituzionale dell\u0026#8217;art. 14, comma 1-bis, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell\u0026#8217;immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Giudice di pace di Livorno con l\u0026#8217;ordinanza indicata in epigrafe.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOT\"\u003eCos\u0026#236; deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 febbraio 2023.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eF.to:\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eSilvana SCIARRA, Presidente\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eFrancesco  VIGAN\u0026#210;, Redattore\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eRoberto MILANA, Direttore della Cancelleria\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eDepositata in Cancelleria il 9 marzo 2023.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eIl Direttore della Cancelleria\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eF.to: Roberto MILANA\r\n\u003c/P\u003e","motivazioni_tc":"","cem_anno":"","cem_numero":"","cem_rigetto":"","oggetto":"Straniero - Immigrazione - Espulsione amministrativa - Misure alternative al trattenimento in un centro di permanenza per i rimpatri [CPR] - Trattamento sanzionatorio in caso di violazione di una delle misure alternative specificate - Previsione della multa da 3.000 a 18.000 euro anzich\u0026#233; dell\u0027ammenda e nella misura inferiore ritenuta congrua.","flag_anonimizzazione":"","label_redattore":"Redattore","label_relatore":"Relatore","elencoMassime":[{"numero_massima":"45421","titoletto":"Straniero - Immigrazione - Violazione delle misure alternative al trattenimento in un centro di permanenza per i rimpatri (CPR) disposte dal questore (nel caso di specie: obbligo di firma) - Previsione di una multa da 3.000 a 18.000 euro, anziché dell\u0027ammenda nella misura inferiore ritenuta congrua - Denunciata violazione del principio di uguaglianza e del diritto di difesa nonché dei principi di proporzionalità e gradualità della pena - Insussistenza - Manifesta infondatezza delle questioni. (Classif. 245003).","testo":"\u003cp class\u003d\"massima\"\u003eSono dichiarate manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Giudice di pace di Livorno in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost. - dell\u0027art. 14, comma 1-\u003cem\u003ebis\u003c/em\u003e, del d.lgs. n. 286 del 1998, nella parte in cui prevede la multa da 3.000 a 18.000 euro, anziché l\u0027ammenda e nella misura inferiore ritenuta congrua. Nel denunciare la manifesta eccessività del trattamento sanzionatorio previsto dalla disposizione censurata per la violazione delle misure alternative al trattenimento in un centro di permanenza per i rimpatri (nella specie: l\u0027obbligo di firma), il rimettente indica come \u003cem\u003etertia comparationis\u003c/em\u003e l\u0027art. 14, comma 5-\u003cem\u003eter\u003c/em\u003e, t.u. immigrazione e l\u0027art. 650 cod. pen. La prima di tali fattispecie commina tuttavia una sanzione meno elevata nel massimo (15.000 euro) ma più gravosa, addirittura doppia, nel minimo (6.000 euro), il che comporterebbe, ove la questione fosse accolta, un aggravamento del vizio prospettato. La contravvenzione di inosservanza dei provvedimenti dell\u0027autorità non costituisce invece idoneo \u003cem\u003etertium comparationis\u003c/em\u003e rispetto alle disposizioni del citato t.u. che sanzionano violazioni dello straniero sottoposto ad espulsione per la particolare rilevanza del bene giuridico da esse tutelato (controllo e gestione dei flussi migratori); la richiesta di sostituire all\u0027attuale trattamento solo la pena pecuniaria si risolve inoltre nella creazione di una cornice edittale del tutto nuova, non riconducibile ad alcuna soluzione \"costituzionalmente adeguata\". Dalla eterogeneità dell\u0027art. 650 cod. pen. discende l\u0027infondatezza anche della censura formulata in riferimento al diritto di difesa per la mancata possibilità di accesso all\u0027oblazione, che deriva dalla configurazione della fattispecie in esame come delitto anziché come contravvenzione. (\u003cem\u003ePrecedenti\u003c/em\u003e: \u003cem\u003eS. 95/2022 - mass. 44716; S. 28/2022 - 44616; S. 63/2021 - mass. 43782; S. 252/2020 - mass. 42717; S. 224/2020 - mass. 42755; S. 99/2019 - mass. 42189; S. 40/2019 - mass. 42186; S. 222/2018 - mass. 40937; O. 52/2008 - mass. 32179; O. 354/2007 - mass. 31746; O. 167/2007 - mass. 31299; S. 22/2007 - mass. 30978\u003c/em\u003e).\u003c/p\u003e","elencoAtti":[{"denominazione_legge":"decreto legislativo","data_legge":"25/07/1998","data_nir":"1998-07-25","numero":"286","articolo":"14","specificazione_articolo":"","comma":"1","specificazione_comma":"bis","nesso":"","link_norma_attiva":"http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-07-25;286~art14"}],"elencoRiferimenti":[],"elencoParametri":[{"denominazione_legge":"Costituzione","data_legge":"","numero":"","articolo":"3","specificazione_articolo":"","comma":"","specificazione_comma":"","nesso":""},{"denominazione_legge":"Costituzione","data_legge":"","numero":"","articolo":"24","specificazione_articolo":"","comma":"","specificazione_comma":"","nesso":""}],"elencoAltriParametri":[]}],"elencoNote":[],"pronunceCorrette":[]}}"
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