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H.M. contro Insieme societ\u0026#224; cooperativa arl onlus e altro, con ordinanza del 3 gennaio 2020, iscritta al n. 61 del registro ordinanze 2020 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 24, prima serie speciale, dell\u0026#8217;anno 2020.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003e\tVisto l\u0026#8217;atto di costituzione di M.E. H.M.;\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003e\tudito nella camera di consiglio del 14 aprile 2021 il Giudice relatore Silvana Sciarra; \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003edeliberato nella camera di consiglio del 14 aprile 2021.\r\n\u003c/P\u003e \u003cBR\u003e\u003cP class\u003d\"IT\"\u003eRitenuto che, con ordinanza del 3 gennaio 2020, iscritta al n. 61 del registro ordinanze 2020, il Tribunale ordinario di Roma, in funzione di giudice del lavoro, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 4, primo comma, e 35, primo comma, della Costituzione, questione di legittimit\u0026#224; costituzionale dell\u0026#8217;art. 4 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183), \u0026#171;limitatamente alle parole \u0026#8220;di importo pari a una mensilit\u0026#224; dell\u0026#8217;ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio\u0026#8221;\u0026#187;; \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche il rimettente espone di dover decidere sull\u0026#8217;impugnazione di un licenziamento disciplinare che gli \u0026#171;appare allo stato probabile che [\u0026#8230;] vada dichiarato illegittimo\u0026#187;, per violazione della procedura sancita dall\u0026#8217;art. 7 della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Norme sulla tutela della libert\u0026#224; e dignit\u0026#224; dei lavoratori, della libert\u0026#224; sindacale e dell\u0026#8217;attivit\u0026#224; sindacale, nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento), e di dover applicare la previsione censurata, che disciplina l\u0026#8217;indennit\u0026#224; spettante per i licenziamenti viziati dal punto di vista formale o procedurale; \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche la disposizione in esame, nel prevedere una indennit\u0026#224; parametrata in maniera rigida e fissa all\u0026#8217;anzianit\u0026#224; di servizio, soprattutto quando l\u0026#8217;anzianit\u0026#224; di servizio \u0026#232; \u0026#171;assai modesta\u0026#187;, si porrebbe in contrasto con l\u0026#8217;art. 3 Cost., sotto il profilo della violazione del principio di ragionevolezza: una indennit\u0026#224; cos\u0026#236; determinata, difatti, non rappresenterebbe \u0026#171;una adeguata dissuasione del datore di lavoro dal licenziare ingiustamente (o comunque in violazione di legge)\u0026#187; e non garantirebbe neppure \u0026#171;un adeguato ristoro al pregiudizio concretamente arrecato\u0026#187;; \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche la commisurazione dell\u0026#8217;indennit\u0026#224; alla sola anzianit\u0026#224; di servizio sarebbe lesiva anche del principio di eguaglianza (art. 3 Cost.), in quanto condurrebbe a sanzionare \u0026#171;in modo uguale violazioni non solo produttive di danni differenti, ma di gravit\u0026#224; che possono essere, a loro volta, del tutto differenti\u0026#187;; \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche sarebbero violati anche gli artt. 4, primo comma, e 35, primo comma, Cost., in quanto \u0026#171;un criterio di commisurazione dell\u0026#8217;indennit\u0026#224; automaticamente legato all\u0026#8217;anzianit\u0026#224; di servizio\u0026#187; pregiudicherebbe l\u0026#8217;interesse del lavoratore a non essere licenziato ingiustamente; \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche si \u0026#232; costituita la parte ricorrente nel giudizio principale e ha chiesto di accogliere la questione di legittimit\u0026#224; costituzionale sollevata dal Tribunale ordinario di Roma e, in via consequenziale, di estendere la declaratoria di illegittimit\u0026#224; costituzionale alla previsione dell\u0026#8217;art. 4 del d.lgs. n. 23 del 2015 riguardante la misura massima, pari a dodici mensilit\u0026#224;, dell\u0026#8217;indennit\u0026#224; risarcitoria; \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche non \u0026#232; intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri. \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eConsiderato che il Tribunale ordinario di Roma, in funzione di giudice del lavoro, dubita della legittimit\u0026#224; costituzionale dell\u0026#8217;art. 4 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183), in riferimento agli artt. 3, 4, primo comma, e 35, primo comma, della Costituzione, nella parte in cui parametra l\u0026#8217;indennit\u0026#224; per il licenziamento affetto da vizi formali o procedurali alla sola anzianit\u0026#224; di servizio, nella misura pari a una mensilit\u0026#224; dell\u0026#8217;ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio; \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, ad avviso del rimettente, la determinazione dell\u0026#8217;indennit\u0026#224; risarcitoria in base al solo criterio dell\u0026#8217;anzianit\u0026#224; di servizio sarebbe irragionevole, oltre che lesiva del principio di eguaglianza (art. 3 Cost.) e della tutela del diritto al lavoro, sancita dagli artt. 4, primo comma, e 35, primo comma, Cost.; \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche lo scrutinio di questa Corte \u0026#232; circoscritto ai profili di illegittimit\u0026#224; costituzionale dedotti dal giudice a quo; \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche la richiesta della parte ricorrente nel giudizio principale e costituita di dichiarare l\u0026#8217;illegittimit\u0026#224; costituzionale, in via consequenziale, della previsione dell\u0026#8217;ammontare massimo dell\u0026#8217;indennit\u0026#224; risarcitoria, pari a dodici mensilit\u0026#224;, sottende una diversa questione e mira ad ampliare irritualmente il tema del decidere, cos\u0026#236; come delimitato dall\u0026#8217;ordinanza di rimessione: le censure del giudice a quo si appuntano, difatti, sul meccanismo di determinazione dell\u0026#8217;indennit\u0026#224;, non sull\u0026#8217;ammontare \u0026#8211; minimo e massimo \u0026#8211; determinato dal legislatore; \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, pertanto, la richiesta svolta dalla parte non pu\u0026#242; essere presa in esame (da ultimo, sentenze n. 49 e n. 35 del 2021); \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, successivamente all\u0026#8217;ordinanza di rimessione, questa Corte, con la sentenza n. 150 del 2020, ha dichiarato l\u0026#8217;illegittimit\u0026#224; costituzionale dell\u0026#8217;art. 4 del d.lgs. n. 23 del 2015, limitatamente alle parole \u0026#171;di importo pari a una mensilit\u0026#224; dell\u0026#8217;ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio\u0026#187;, in senso conforme al petitum dell\u0026#8217;odierno rimettente; \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eche, pertanto, la questione sollevata deve essere dichiarata manifestamente inammissibile per sopravvenuta carenza di oggetto (fra le molte, ordinanze n. 47 del 2021, n. 225, n. 125 e n. 105 del 2020), poich\u0026#233; la disposizione censurata \u0026#232; stata gi\u0026#224; rimossa dall\u0026#8217;ordinamento con efficacia retroattiva. \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"IT\"\u003eVisti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.\r\n\u003c/P\u003e","inizio_testo_tc":"","fatto_testo":"","fatto_testo_tc":"","diritto_testo":"","diritto_testo_tc":"","motivazioni":"\u003cP class\u003d\"MOA1\"\u003eper questi motivi\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOA2\"\u003eLA CORTE COSTITUZIONALE\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOT\"\u003edichiara la manifesta inammissibilit\u0026#224; della questione di legittimit\u0026#224; costituzionale dell\u0026#8217;art. 4 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 4, primo comma, e 35, primo comma, della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Roma, in funzione di giudice del lavoro, con l\u0026#8217;ordinanza indicata in epigrafe. \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOT\"\u003eCos\u0026#236; deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 14 aprile 2021. \r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eF.to:\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eGiancarlo CORAGGIO, Presidente\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eSilvana SCIARRA, Redattore\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eRoberto MILANA, Direttore della Cancelleria\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eDepositata in Cancelleria il 7 maggio 2021.\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eIl Direttore della Cancelleria\r\n\u003c/P\u003e \u003cP class\u003d\"MOFTO\"\u003eF.to: Roberto MILANA\r\n\u003c/P\u003e","motivazioni_tc":"","cem_anno":"","cem_numero":"","cem_rigetto":"","oggetto":"Lavoro e occupazione - Disciplina del contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti - Tutela per ipotesi specificate di vizi formali e procedurali del licenziamento - Meccanismo di determinazione dell\u0027indennit\u0026#224; spettante al lavoratore.","flag_anonimizzazione":"","label_redattore":"Redattore","label_relatore":"Relatore","elencoMassime":[{"numero_massima":"43871","titoletto":"Thema decidendum - Ulteriori motivi di censura e richiesta di dichiarazione di illegittimità costituzionale in via conseguenziale dedotti dalla parte costituita nel giudizio incidentale - Esorbitanza dal contenuto dell\u0027ordinanza di rimessione - Inammissibilità.","testo":"Nel giudizio di legittimità costituzionale dell\u0027art. 4 del d.lgs. n. 23 del 2015, non può essere presa in esame la richiesta della parte costituita di dichiarare costituzionalmente illegittima, in via consequenziale, la previsione dell\u0027ammontare massimo dell\u0027indennità risarcitoria spettante per i licenziamenti viziati dal punto di vista formale o procedurale. Tale richiesta sottende una diversa questione e mira ad ampliare irritualmente il tema del decidere, così come delimitato dall\u0027ordinanza di rimessione, ove le censure del giudice \u003cem\u003ea quo\u003c/em\u003e si appuntano sul meccanismo di determinazione dell\u0027indennità e non sull\u0027ammontare - minimo e massimo - determinato dal legislatore. (\u003cem\u003ePrecedenti citati: sentenze n. 49 del 2021 e n. 35 del 2021\u003c/em\u003e).","numero_massima_successivo":"43872","elencoAtti":[{"denominazione_legge":"decreto legislativo","data_legge":"04/03/2015","data_nir":"2015-03-04","numero":"23","articolo":"4","specificazione_articolo":"","comma":"","specificazione_comma":"","nesso":"","link_norma_attiva":"http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015-03-04;23~art4"}],"elencoRiferimenti":[],"elencoParametri":[],"elencoAltriParametri":[]},{"numero_massima":"43872","titoletto":"Lavoro e occupazione - Contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti - Illegittimo licenziamento per vizi formali e procedurali - Indennità spettante al lavoratore - Criterio di calcolo - Riferimento esclusivo all\u0027anzianità di servizio - Denunciata violazione dei principi di eguaglianza e ragionevolezza, nonché di tutela del lavoro - Sopravvenuta carenza di oggetto - Manifesta inammissibilità della questione.","testo":"È dichiara manifestamente inammissibile, per sopravvenuta carenza di oggetto, la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal Tribunale di Roma in riferimento agli artt. 3, 4, primo comma, e 35, primo comma, Cost. - dell\u0027art. 4 del d.lgs. n. 23 del 2015, che parametra l\u0027indennità per il licenziamento affetto da vizi formali o procedurali alla sola anzianità di servizio, nella misura pari a una mensilità dell\u0027ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio. La disposizione censurata è stata già rimossa dall\u0027ordinamento con efficacia retroattiva, poiché - successivamente all\u0027ordinanza di rimessione - la sentenza n. 150 del 2020 ne ha dichiarato l\u0027illegittimità costituzionale in senso conforme al \u003cem\u003epetitum\u003c/em\u003e del rimettente. (\u003cem\u003ePrecedenti citati: ordinanze n. 47 del 2021, n. 225 del 2020, n. 125 del 2020 e n. 105 del 2020\u003c/em\u003e).","numero_massima_precedente":"43871","elencoAtti":[{"denominazione_legge":"decreto legislativo","data_legge":"04/03/2015","data_nir":"2015-03-04","numero":"23","articolo":"4","specificazione_articolo":"","comma":"","specificazione_comma":"","nesso":"","link_norma_attiva":"http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015-03-04;23~art4"}],"elencoRiferimenti":[],"elencoParametri":[{"denominazione_legge":"Costituzione","data_legge":"","numero":"","articolo":"3","specificazione_articolo":"","comma":"","specificazione_comma":"","nesso":""},{"denominazione_legge":"Costituzione","data_legge":"","numero":"","articolo":"4","specificazione_articolo":"","comma":"1","specificazione_comma":"","nesso":""},{"denominazione_legge":"Costituzione","data_legge":"","numero":"","articolo":"35","specificazione_articolo":"","comma":"1","specificazione_comma":"","nesso":""}],"elencoAltriParametri":[]}],"elencoNote":[],"pronunceCorrette":[]}}" ] ] |
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